As/400: dove sono, dov’erano, chi ha cambiato Erp – II^ parte

As/400: dove sono, dov’erano, chi ha cambiato Erp – II^ parte

As/400: dove sono, dov’erano, chi ha cambiato ERP

– II^ parte –

D&P: analisi di mercato

Alberto Delaini - Delaini & Partners

Completiamo l’analisi sul mondo dei sistemi As/400 IBM guardando ai numeri di chi ha cambiato piattaforma ma anche a quelli che l’hanno confermata, limitandosi a sostituire l’ERP.
Il data base di partenza è sempre quello della Delaini & Partners.

Il campione esaminato
Ricordiamo che il campione su cui abbiamo lavorato è il seguente:
– 10.260 As/400
– 1.034 casi in cui l’As/400 è stato sostituito da altre piattaforme tecnologiche
– 423 situazioni in cui l’ERP è stato sostituito ma l’azienda ha scelto di rimanere su As/400.

Alberto Delaini
Email: alberto@delainipartners.it 
Cell.: +39 348.2624906.

As/400 che sono … volati via

Non è un mistero che un numero significativo delle aziende italiane con As/400 negli anni più recenti ha sostituito la piattaforma tecnologica di supporto ai propri Sistemi Informativi. Questo anche per effetto dell’offerta ampia e qualificata di soluzioni gestionali anche in ambienti Microsoft, Unix, Linux.

Partiamo dando un’occhiata alle sostituzioni in funzione del macro settore merceologico.

I dati riportano che la … emorragia nel settore delle aziende manifatturiere si è manifestata con una frequenza doppia rispetto alle imprese del commercio o dei servizi. Questo, almeno in parte, può dipendere dalla forte presenza delle soluzioni IBM nel mondo manifatturiero.

Analisi per Regione

Passiamo a valutare il fenomeno per area geografica.

 

Appare evidente come la disaffezione per l’As/400 si sia manifestata maggiormente nelle aree più ricche del Nord, mentre cala fino a dimezzarsi nel Centro ed ancor più nel Sud e nelle Isole. E’ chiaro che i nuovi ERP su piattaforma non IBM hanno preferito occuparsi, almeno in una prima fase, delle Regioni a maggior densità di aziende e, quindi, di opportunità.

Se guardiamo alle singole Regioni, può meravigliare la percentuale di migrazioni decisamente importante del Trentino mentre quella (quasi fuori scala!) del Molise è addebitabile al piccolo numero di installato.

Analisi per settore merceologico

Può essere intrigante guardare a quali sono stati i settori merceologici che maggiormente hanno avvertito questa specie di disaffezione per l’As/400. Li abbiamo suddivisi per macro categoria e, per brevità,  vi presentiamo i primo otto di ciascuna di queste.

Inutile e dispersivo soffermarsi su tutti i dati. Quello che veramente è “fuori scala” mi sembra il mondo della Logistica e Trasporti dove evidentemente le soluzioni non IBM hanno trovato terreno molto fertile.

 

As/400 che sono rimasti, pur cambiando ERP

Il momento in cui un’azienda sostituisce l’asse portante dei propri Sistemi Informativi, l’ERP, non di rado è quello in cui tutto viene messo in discussione, dal fornitore alla piattaforma. Abbiamo ritenuto interessante fornire qualche elemento di giudizio anche sulle statistiche relative ad imprese che hanno deciso di confermare la piattaforma As/400 anche nel momento del cambio della soluzione gestionale. Vediamo qualche numero.

 

La consistenza del campione (solo 423 aziende) falsa un po’ i numeri soprattutto se li si vuole guardare per Regione. Peraltro, considerando che la percentuale fa riferimento al numero di aziende locali rispetto al numero complessivo di As/400 ancora installati in quelle aree, si può notare che nel Nord si registra un interessante “tasso di affezione” verso la piattaforma IBM.

Ci fermiamo qui : nei prossimi mesi analizzeremo altre situazioni che ci sembra possano essere interessanti.

Dalla consuntivazione commesse al project management

Dalla consuntivazione commesse al project management

Dalla consuntivazione commesse al project management

dal dato elementare al mantenimento del know-how aziendale

 

Claudio Leonardi, CEO di 4Securitas S.r.l.

Partiamo dall’affermazione, arcinota ma mai sufficientemente tenuta in evidenza, che i dati aziendali costituiscono uno dei più importanti strumenti per conseguire un vantaggio competitivo.
Per le aziende che operano in ambito ICT e consulenziale in senso esteso, in particolare, gli interventi che mirano al controllo ed all’analisi accurata dei dati possono diventare fattori abilitanti per portare incrementi di efficienza alle imprese che assistono. Questo, per fare solo un esempio, vale nella gestione delle commesse e dei progetti: consuntivazione delle attività, dei tempi e dei costi delle commesse, project management ed oltre, fino ad arrivare ad una gestione Enterprise dei dati.
Nei riguardi dei propri clienti le aziende ICT hanno la necessità di garantire il rilascio di quanto concordato nel rispetto delle scadenze e dei costi e, nel contempo, assicurare la qualità dei deliverables. Internamente occorre gestire e conoscere i consuntivi delle risorse sulle attività, assicurando i margini economici delle commesse e dei progetti.
Teniamo ben presente che tutto questo va effettuato sia sulle iniziative interne (ricerca, progetti di investimento, commesse interne) che quelle realizzate per conto dei clienti.

Cambia il modo di lavorare
Occorre coniugare diversi approcci allo sviluppo dei progetti che il mercato richiede e che possono essere riassunti nelle metodologie: Waterfall, Agile e Hybride. Un elemento che aumenta la complessità del problema è che sempre più spesso si rende necessaria la capacità delle aziende di operare con team che operano da remoto in sedi e paesi diversi, dal lavoro nelle ubicazioni aziendali fino allo smart working. Mutuando un termine noto nel mondo della finanza, la composizione dei team è caratterizzata da una maggiore volatilità rispetto al passato.
In tale contesto la capacità di gestire correttamente processi quali la pianificazione dei lavori, la corretta consuntivazione delle attività ed il residuo di impegno sulle stesse il più tempestivamente possibile diventano elementi essenziali per il governo delle aziende. A questo si aggiunge la necessità di sapere in modo puntuale chi fa cosa e quando offre alle aziende la garanzia della corretta allocazione delle risorse e flessibilità di interventi. Non ultimo, avere la certezza che eventuali nuove richieste/esigenze dei clienti siano censite ed opportunamente trattate rappresenta un ulteriore elemento di garanzia per il servizio del cliente e per il monitoraggio dei tempi e dei costi dei progetti.

Monitoraggio e controllo
Importante è creare – e controllare! – il legame tra i requisiti iniziali delle offerte e quanto viene realizzato, anticipando al massimo la conoscenza di eventuali problemi e di rischi che possano pregiudicare il risultato dei progetti.
Altro elemento importante è creare un legame tra i task progettuali ed i deliverables realizzati, al fine di garantire il mantenimento del know-how maturato nel tempo.
Le informazioni sui progetti e sulle commesse sono un patrimonio aziendale che devono rispondere alle esigenze dei diversi ruoli aziendali: Direzione, Governo, Project Management, risorse operative.
I dati tipici su una specifica attività quali budget, consuntivo, residuo, eventuale scostamento, se opportunamente trattati possono fornire informazioni utilissime ai diversi ruoli aziendali e rispondere a quesiti quali:
• residuo impegno risorse su tutte le iniziative aziendali (commesse interne, progetti e commesse su clienti)
• margini e costi, declinati a livello organizzazione
• andamento e monitoraggio dell’avanzamento dei progetti e rispetto degli indicatori: on time, on budget e on scope
• conoscenza del portafoglio residuo delle attività, che consente di rispondere a domande quali: quale è il fabbisogno di risorse dei prossimi mesi e di quali figure professionali.
• creazione di una base storica su:
– progetti
– commesse
– attività
– deliverables
– storia delle attività svolte a livello di singola risorsa.

Visione olistica
Tutto ciò può essere ottenuto con una visione olistica dei processi di gestione dei progetti e delle commesse. Il termine non deve sembrare astruso o fumoso: sottolinea la necessità di tenere tutto sotto controllo e di valutare la situazione con una visione unica, considerando che deriva dal greco “olos” che significa “tutto, intero, totale”.
Teniamo presente che è indispensabile una gestione collaborativa delle informazioni in un ambito che richiede il coinvolgimento (ed in alcuni casi la formazione specifica) delle risorse dei team coinvolti, sensibilizzandoli sull’importanza del loro contributo: ciascuno deve impegnarsi per garantire che informazioni quali il consuntivo e la capacità di indicare quanto manca a finire un’attività a livello aziendale sono un patrimonio importante per assicurare il governo aziendale.

Capitalizzare le informazioni
Un sistema Enterprise di gestione dei progetti e delle commesse, delle attività, dei deliverables unito a processi e regole aziendali di comportamento sono gli elementi essenziali per capitalizzare le informazioni raccolte nel ciclo di vita dei progetti e delle commesse. In questo modo il dato si evolve in informazione e diventa un elemento abilitante per la competitività aziendale.

 

Vincenzo Villois – Consulente di direzione

vincenzo.villois@gmail.com

Mobile: +39 347.5031944

 

 

 

As/400: dove sono, dov’erano, chi ha cambiato Erp – II^ parte

As/400: dove sono, dov’erano, chi ha cambiato Erp – I^ parte

As/400: dove sono, dov’erano, chi ha cambiato ERP

– I^ parte –

D&P: analisi di mercato

Alberto Delaini - Delaini & Partners

Il mondo dei sistemi As/400 IBM regge da ben oltre trent’anni, considerando che le prime versioni sono nate nel 1988. Ha cambiato più volte nome, ha cambiato più volte tecnologia fino a trasformarsi in un sistema aperto. Quella che è rimasta invariata è la sua affidabilità: lo installi e te ne dimentichi, almeno dal punto di vista hardware.
Considerando il fenomeno dall’ottica delle soluzioni software, la sua fortuna sono state le ACG (allora di IBM) che hanno incoraggiato numerose software house a lavorare lungo due direttrici:
– soluzioni verticali studiate per mercati specifici, dal tessile alla siderurgia all’alimentare e così via, che comunque si appoggiavano alla parte amministrativa delle ACG stesse
– soluzioni che si ponessero in concorrenza, come è successo per Brand ancora perfettamente operativi (da Sanmarco Informatica a Sme.Up) ma anche numerosi altri oggi a volte finiti nel dimenticatoio.

È facile dire che l’As/400 è in declino o addirittura che è finito ma, considerando che in Italia ad oggi ce ne sono ancora oltre 10.000 perfettamente operativi, forse è il caso di scavare più a fondo.
Delaini & Partners ci ha messo a disposizione il suo accurato e dettagliato data base per sviluppare questa analisi. L’obiettivo è di capire dove sono oggi gli As/400, dove sono andati quelli che hanno “cambiato bandiera”, quali sono le scelte fatte da chi ha sostituito negli anni il proprio ERP ma è rimasto sulla piattaforma IBM.

Il campione esaminato
Per fornire alcuni dati statistici, indispensabili per qualsiasi analisi che si rispetti, vi informiamo che il campione su cui abbiamo lavorato è il seguente:
– 10.260 As/400 che ci risultano a tutt’oggi operativi
– 1.034 casi in cui l’As/400 è stato sostituito da altre piattaforme tecnologiche
– 423 situazioni in cui l’ERP è stato sostituito ma l’azienda ha scelto di rimanere su As/400.
Per non “sommergervi di dati” la seconda parte dell’analisi verrà pubblicata nel prossimo mese di Aprile. Buona lettura.

Alberto Delaini
Email: alberto@delainipartners.it 
Cell.: +39 348.2624906.

 

Indicazioni geografiche
Partiamo dal posizionamento sul territorio nazionale con queste tabelle che sono state suddivise in tre macro aree (Nord, Centro, Sud più Isole) perché la densità di aziende possibili utilizzatrici varia di parecchio . La rappresentazione è in percentuale sul totale nazionale.

 

Le statistiche con la predominanza della Lombardia erano facilmente prevedibili, però non trascuriamo il Veneto al 18%, l’ Emilia Romagna al 12% e, considerando le dimensioni del territorio, il superamento del 4% da parte del Friuli Venezia Giulia.

In quest’area la vera sorpresa ci sembra costituita dalla Toscana che con quasi l’8% doppia la presenza di As/400 del Lazio.

In questo quadrante geografico la Campania sopravanza la Sicilia e la Puglia, però i distacchi sono minimi e persino la minuscola (geograficamente) Basilicata può dire la sua.

Macro Settori merceologici

Un aspetto che ci sembra interessante è quello dei settori di mercato in cui l’As/400 ha riscontrato i maggiori successi. Fermandoci per brevità alle macro suddivisioni, possiamo rilevare che nel campione preso in esame:
– la parte del leone la svolge il settore manifatturiero con il 58,99 % dell’installato
– seguono le aziende commerciali con il 24,14%
– infine il mondo dei servizi con un 16,87% sul campione, numero che non va affatto sottovalutato.

 

Micro Settori merceologici

Proviamo a scendere più giù, per valutare quali sono i micro settori merceologici nei quali gli oltre 10.000 As/400 hanno avuto maggiori successi.
Abbiamo suddiviso i dati nelle tre macro categorie (manifatturiero, commerciale e servizi) e, considerando l’installato di ciascuna di queste come il 100%, presentiamo in ordine decrescente la classifica di ciascun macro settore.

 

Ad Aprile proseguiremo nella presentazione dell’indagine, perché ci sembra molto interessante scavare lungo due direttrici:
– le Aziende che hanno abbandonato l’As/400, per capire quali sono state le loro scelte in termini di piattaforma tecnologica ma anche di ERP scelto
– le Imprese che hanno sostituito il proprio ERP ma sono rimaste fedeli al sistema IBM.

Buone riflessioni e Buona Pasqua a tutti.

Sicurezza OT: proteggi i tuoi macchinari connessi

Sicurezza OT: proteggi i tuoi macchinari connessi

Sicurezza OT nell’era dell’Industrial IoT :

proteggi i macchinari connessi della tua azienda

 

Alberto Delaini - Delaini & Partners

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Hai delle macchine integrate nel sistema produttivo della tua azienda o stai valutando un’integrazione di nuovi impianti per ottenere una maggior efficienza? L’ interconnessione portata dall’Industria 4.0, ha prodotto numerosi vantaggi per le aziende, ma presenta anche rischi significativi per la sicurezza operativa (OT).
Quali sono i rischi? Quali dati possono essere sottratti? Quali danni possono provocare connessioni non sicure?

Te lo spieghiamo il 21 marzo durante il webinar gratuito
con un esempio reale!

Il webinar si concentrerà sull’importanza della sicurezza OT nell’ambito dell’Industrial IoT (IIoT) evidenziando gli ipotetici punti deboli di una rete di fabbrica e analizzando le possibili soluzioni per ogni situazione.
Condivideremo casi reali di aziende che hanno subito attacchi ai loro macchinari e vi sveleremo i segreti per proteggere le vostre realtà!
Alla luce di questi esempi evidenzieremo i punti deboli di una tipica rete industriale e analizzeremo le soluzioni disponibili per mitigare tali attacchi, fornendo una panoramica chiara dei rischi associati alla sicurezza OT e illustrando strumenti, pratiche standard e conoscenze necessarie per proteggere le proprie infrastrutture critiche da potenziali minacce.
Partecipa il 21 marzo al nostro corso gratuito!

Non prendere impegni!
Giovedì 21 marzo
11:00 – 12:00
Collegamento online

Sono stato da Öetzi

Sono stato da Öetzi

Sono stato da Öetzi

L’editoriale di Breaking News!

Alberto Delaini - Delaini & Partners

Bolzano, una rimpatriata tra amici di molte regioni d’Italia un paio dei quali non avevo rivisto da cinquant’anni. Cinquanta giusti, mica per dire. Qualcuno ha lanciato l’idea di una visita al museo dell’uomo di Similaun, il cacciatore venuto dal ghiaccio ritrovato nel 1991 tra i nevai della Val Senales in Alto Adige, ad una spanna dal confine austriaco. Dieci metri più in là e sarebbe tutt’oggi a Vienna, dove era stato ospitato all’inizio. L’uomo di Similaun, Öetzi per gli amici. Un signore – suona quasi improbabile – vissuto prima che fossero eretti le Piramidi ed i megaliti di Stonehenge.

Realtà batte immaginazione
Il ritrovamento mi aveva affascinato fin dalle prime notizie: un cacciatore che 5.300 anni prima di me se ne andava a spasso per le Alpi e che per un miracolo climatico si è conservato in maniera stupefacente, mica come le mummie rinsecchite dell’antico Egitto che stentano a trasmettere l’impressione di essere state un tempo uomini e donne come noi.
L’elemento favoloso di questo museo, monotematico e piccolo ma particolarmente curato, è che sembra di entrare in una capsula del tempo. Le immagini di Öetzi così come è stato ritrovato e restaurato le hanno viste tutti, la pelle color cuoio, il cranio calvo, le braccia innaturalmente allineate alla sua destra. Ciononostante sono rimasto senza fiato a fissarlo nella bara di vetro che lo conserva a temperatura e umidità costanti.

Quando si lavora con amore
Quello che mi ha stupito dell’esposizione è il contorno, la cura minuziosa – direi amorevole – con cui sono stati raccolti, catalogati, studiati e ricomposti i vestiti di pelliccia ed erbe intrecciate, le scarpe con la paglia come isolante, la cintura con una specie di marsupio, gli ingegnosi attrezzi portati a spalla in una gerla, la piccola farmacia da viaggio, l’ascia con la punta di rame, l’arco che non aveva ancora rifinito, il coltello. Persino le serie di tatuaggi, pare a scopo curativo, una specie di Bar Code su giunture, articolazioni e nervi.
Un lavoro archeologico inimmaginabile basato sul recupero di mille frammenti, a volte microscopici, come gli ami o i semi che si era portato dietro, un lavoro svolto in condizioni climatiche complicate tra neve, vento e ghiaccio, un lavoro certosino grazie al quale possiamo vedere e capire quanto siamo lontani ma anche quanto siamo vicini agli antenati di fine Neolitico.
Per le statistiche dell’epoca lui era decisamente vecchio – oltre quarant’anni, quasi cinquanta – e a noi appare anche stranamente piccolo. Ma la struttura fisica dell’uomo è radicalmente cambiata nei secoli, come può confermare chiunque sia stato, ad esempio, all’Eremo delle Carceri e si sia dovuto chinare per passare dalla porticina bassa e stretta della cella di San Francesco.

Tutto molto bello, tutto idilliaco. Salvo un particolare che stona come uno schiaffo: Öetzi è morto per una freccia che l’ha proditoriamente colpito alle spalle mentre, dopo pranzo, se ne stava accovacciato a sistemare il suo bagaglio prima di riprendere la marcia. Forse l’uomo non è mai cambiato.

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Alberto Delaini