Il Lunario

Il Lunario

Il Lunario

L’editoriale di Breaking News!

Alberto Delaini - Delaini & Partners

Nel periodo di inizio anno sulle previsioni – del tempo, ma non solo – ci inciampi ad ogni passo. Difficile capirne la serietà e consistenza, visto che si nascondono tutte dietro al paravento di un “esperto”. Abbiamo appena finito (ma siamo sicuri?) di essere assordati dalle sentenze dei virologi in tempo di Covid e proseguiamo con quelle, parimenti infauste, degli economisti e degli ecologisti. Del resto, se una previsione non è a tinte fosche che razza di previsione è? Già lo sapevano gli antichi, già Agamennone, ai tempi della guerra di Troia, si sfogava sull’indovino Calcante che conosceva il passato ed il futuro chiamandolo “Profeta di sventure”. Detto questo, mi darebbe un immenso sollievo il pensare che il futuro che tutti questi sadici ci somministrano quotidianamente, con razione doppia a fine anno, non sia proprio quello descritto, specie per quanto riguarda il nostro bistrattato pianeta.

Per restare sul tempo, quello metereologico
Fermiamoci solo per un momento ad uno di questi moderni vaticini, quella metereologico. Cinquant’anni fa un inappuntabile Colonnello Bernacca spiegava ogni sera al telegiornale le previsioni del tempo, scusandosi il giorno successivo per qualche imprecisione o abbaglio. Ma allora non c’erano i satelliti né i computer con i sofisticati modelli predittivi.
In materia mi ha sempre intrigato una cosa: il lunario. Tanti anni or sono, al muro di ogni cucina era appeso in bella mostra il calendario con le fasi della luna, a volte arricchito con anticipazioni sul tempo: caldo o freddo, soleggiato o piovoso. Quello di Frate Indovino era di certo il più noto ma a Verona, la Verona delle mie origini, ce n’era un altro che spopolava: il Pojana. Anzi, a voler essere pignoli “il Lunario del Pojana Maggiore” dal nome del paese vicentino di Giovanni Spello, quello che lo ha inventato nell’anno di grazia 1832, duecento anni fa o giù di lì. Lo trovavi in ogni cartoleria ed edicola e, se proprio te ne dimenticavi, c’era uno strillone che per Via Mazzini, la centralissima Via Nuova dello struscio, e si sgolava per incoraggiarne l’acquisto. Le volte che era ubriaco, quasi sempre, stimolava i compratori timidi con toni ruvidi ma efficaci, tipo: “Chi non compera il Pojana l’è el fiol de una …”. Diciamo che non ricordo bene come suonasse la rima.
Però, al di là del folclore, c’è un fatto inconfutabile: il Pojana, nelle previsioni, ci azzeccava quasi sempre. E i contadini – Verona era una città essenzialmente agricola, vedasi la Fiera dei Cavalli e quella dell’Agricoltura sopravvissute con successo fino ad oggi – si basavano su queste indicazioni, integrandole con le feste dei vari Santi che indicavano il momento per seminare, mietere o vendemmiare in continuità con i detti popolari che tutti sapevano recitare: “A la Candelora de l’inverno semo fora”. In ogni caso, per scaramanzia o per crearsi un’alternativa, c’era regolarmente chi aggiungeva come controcanto “Ma se piove o tira vento de l’inverno semo drento”. La Candelora cade il 2 febbraio e, nella liturgia, corrisponde con la Presentazione al Tempio.

Previsioni in salsa attuale
Oggi abbiamo solo da scegliere: esperti e soloni di ogni risma ma anche – a supporto – l’Intelligenza Artificiale che non si è ancora capito bene se darà vantaggi superiori agli inconvenienti che i catastrofisti ci sventolano in faccia ogni giorno. Manca solo che ritornino gli aruspici, che facevano previsioni in funzione di quanto svelavano loro le viscere delle vittime immolate agli dei, e siamo al completo.
In ogni caso la più grande fortuna dell’uomo è di non avere una visione sul futuro. Così non ci possiamo preoccupare di cose certe ma solo attrezzarci per quelle ipotizzate o temute. Il ché non vuol dire che si debba procedere giorno per giorno alla “come viene viene”.

Un grande augurio a tutti quanti, a partire da me stesso, perché nel 2024 e anche oltre siamo in grado di indovinare le strategie migliori per la vita personale e professionale nonché di corazzarci per affrontare le difficoltà con tutte le energie che servono, chinando la testa quando serve ma pronti a rialzarla il più in fretta possibile.
Sereno anno a tutti!

Alberto Delaini

Security by Your Side: si parte!

Security by Your Side: si parte!

Security by your side: si parte!

inizia la rubrica mensile che vi parlerà di privacy, sicurezza e dintorni

Alberto Delaini - Delaini & Partners

Ne avevamo accennato a dicembre, ma a volte i messaggi di fine anno rimangono un po’ sfumati, confusi nella calca degli ultimi obiettivi aziendali da raggiungere o negli ultimi regali da scovare prima delle feste. Per questo vogliamo tornare brevemente su questa iniziativa di Breaking News, chiarendo meglio contenuti ed obiettivi.
Gli hacker non sono più quei misteriosi individui un po’ naif di una decina di anni fa, magari giovani dalle spiccatissime capacità tecnologiche e dalla grande voglia di sfidare il mondo che si intrufolavano nei sistemi informativi di grandi Aziende, Banche o Governi, più che altro per il gusto di provare a se stessi e a tutti gli altri che erano più bravi di chi aveva disposto le prime, magari rudimentali, protezioni ai sistemi informativi ed alla riservatezza dei dati che contenevano. Privacy e GDPR erano nomi e sigle di là da venire e la percezione da parte delle stragrande maggioranze delle imprese era che l’attacco si sarebbe rivolto non su di loro ma su altri, entità più grandi e brand più noti su scala nazionale o mondiale.

Adesso è differente
Oggi è cambiato tutto: i protagonisti di questa sfida – che è tristemente diventata un business immorale con fatturati astronomici – sono squadre ben attrezzate e dotate di larghi mezzi, che vengono assoldate da committenti senza scrupoli per violare dati da conoscere, analizzare, rivendere o magari da restituire al legittimo proprietario dopo il pagamento di un corposo riscatto. Insomma, una versione aggiornata dei soldati di ventura del mille e quattrocento e dintorni, ma con la differenza che non issano vessilli né mostrano il viso come un Bartolomeo Colleoni o un Giovanni dalla Bande Nere, preferendo agire costantemente nell’ombra. Non di rado, come a quei tempi, operano al soldo di Governi o, attualizzando, di centri di potere economici o politici.

Può toccare a tutti
Le frange “più basse” del business le hanno prese in mano organizzazioni che agiscono solo per lucro, che si accontentano di bottini anche limitati ma a getto continuo, che prendono di mira pure le PMI spesso non tanto attrezzate come strumenti di difesa. I ladri d’appartamento puntano chi è meno protetto: quando vedono inferriate, allarmi o altri strumenti di protezione passano all’appartamento a fianco; gli hacker attaccano chiunque non si sia cautelato, anche chi pensa di essere troppo piccolo per diventare oggetto di sgradite attenzioni.

Per questo il nostro consiglio è semplice ma tassativo: prendete il prima possibile delle precauzioni, almeno quelle di base. Ma, prima di tutto, informatevi bene!
A gennaio iniziamo la collaborazione con alcuni protagonisti della Security e ci fa particolarmente piacere cominciare parlando del Sophos Cybersecurity Tour che inizia oggi e che visiterà l’Italia da nord a sud attraverso 11 tappe.

Roberto Giovanni Loche

rloche@rlsolutions.it – www.rlsolutions.it

Sophos Cybersecurity on Tour: si inizia oggi!

Sophos Cybersecurity on Tour: si inizia oggi!

Sophos Cybersecurity Tour

ci vediamo in 11 città: si comincia oggi da Lucca!

 

Alberto Delaini - Delaini & Partners

Il tema della sicurezza informatica e l’urgenza di garantirla alla propria azienda sono certamente noti. Vale la pena di dedicare un po’ del proprio tempo per conoscere metodologie e strumenti che possano assicurare alle imprese di ogni tipologia e dimensione i migliori strumenti di difesa.
Partecipa alle prossime tappe del Sophos Cybersecurity on Tour, una serie di eventi innovativi dedicati all’evoluzione del portfolio di soluzioni di Sophos ed alle novità su prodotti e servizi rilasciate nell’ultimo anno.

Struttura dell’evento:

  • Mattino 10.30-14.00 : sessione tecnico-commerciale riservata ad Operatori Informatici per approfondire le possibili sinergie e le relazioni di Partnership con Sophos.
  • Pomeriggio 14.00-18.00 : sessione sulle novità di prodotto rilasciate da Sophos negli ultimi mesi dedicata ai Clienti soli o accompagnati dal proprio Rivenditore di fiducia.

Avrai la possibilità di:

  • approfondire il panorama delle minacce informatiche in Italia
  • conoscere in anteprima le novità su Sophos Firewall, Sophos Endpoint, Sophos MDR e molto altro ancora
  • ascoltare dalla viva voce di un cliente Sophos i vantaggi ottenuti attraverso queste soluzioni.

Visita la pagina dedicata per conoscere le location degli incontri e l’agenda completa di ogni evento. Registrati subito!

Educare alle relazioni

Educare alle relazioni

Educare alle relazioni

una civiltà basata sugli scontri non fa bene a nessuno

Alberto Delaini - Delaini & Partners

Il progetto Ministeriale “Educare alle relazioni”, indispensabile in sé, ha avuto un primo stop a causa dell’insurrezione del popolo di destra, per la candidatura a garante di Paola Concia, insieme ad altre due persone di altra estrazione politica e sociale. Nessun intento polemico, sono semplicemente fatti.

E’ urgente il dialogo
Ma è proprio il dialogo, il confronto anche animato e ben argomentato che renderebbe la scuola migliore nell’educazione alle relazioni. E forse, la politica non dovrebbe entrare nelle scuole se non per finanziare adeguatamente la scuola pubblica e pagare meglio gli insegnanti!
Invece, condivido profondamente l’idea di coinvolgere le associazioni per contrastare la violenza, quelle sportive, quelle culturali e gli stessi genitori, perché non si può attribuire alla scuola un carico enorme, che dovrebbe essere ripartito tra queste diverse entità sociali e educative.
Il punto è come lo si farà…

Conoscere sé stessi
Dopo migliaia di ore di formazione all’Università, di coaching con ragazzi in difficoltà nelle scuole superiori, e con adulti in vari contesti organizzativi, credo fermamente che conoscere sé stessi sia la chiave di volta per crescere in modo equilibrato, imparando a gestire le proprie emozioni: la paura, la rabbia, la prepotenza…
Per realizzare questo primo, fondamentale obiettivo, occorre, secondo me, un approccio maieutico: si dovrebbe, cioè, partire da loro, i ragazzi e le ragazze, fin dalla scuola media inferiore (se si potesse anche fin dalle elementari) facendo vivere a loro esperienze di vita concreta, attraverso video e simulazioni, giochi di ruolo e confronto, perché “lezioni frontali” di Educazione alle Relazioni non sortirebbero alcun effetto, se non la noia.

Le tecnologie ci sono tutte
Abbiamo la possibilità di usare tecnologie orientate all’obbiettivo, come ad esempio scene tratte da film, video costruiti ad hoc per far vivere emozioni quali l’empatia, la solidarietà, ma anche la rabbia e la frustrazione, per imparare a gestirle e a farne tesoro.
Le reazioni raccolte dalle risposte individuali dei ragazzi sarebbero poi discusse in classe con i docenti, ognuno anche attraverso le sue materie, dalla letteratura, alla storia, alla scienza al pensiero dell’antica Grecia che ha costituito una parte fondamentale dell’immaginario occidentale: trenta ore sono forse troppo poche per l’educazione alle relazioni…
Quindi non si tratta di didattica a distanza, perché il percorso si svolgerebbe in classe, dapprima con una fruizione individuale, ma poi in un confronto anche animato in classe.
I ragazzi sarebbero invitati a dire cosa avrebbero fatto in quella situazione, identificandosi con un protagonista piuttosto che con un altro. L’ingaggio sarebbe molto forte e, con la guida degli insegnanti, in un primo tempo supportati da psicologi dell’età evolutiva, si potrebbero avviare dei piani di crescita personale, imparando a rispettare il diverso, il più debole, il femminile.
Perché, purtroppo, anche le ragazze possono essere “bulle” verso altre ragazze, o verso ragazzini più piccoli… La violenza dovuta all’ incapacità di gestire le proprie emozioni, di affrontare i propri limiti, le proprie debolezze sfruttando quelle delle altre/i, è in ognuno di noi, che sia maschio o femmina.
Certo, in una società di per sé stessa violenta, in cui ognuno è manipolato e pesantemente “orientato” nelle proprie scelte, non è facile trovare la propria strada, consapevole e libera.

Silvia De Martino
Mondi Possibili
Email: silvia.demarti1952@gmail.com – Mobile: +39 329.8420554

 

Tecnologia che si evolve in modello di business

Tecnologia che si evolve in modello di business

Tecnologia che si evolve in modello di business

grazie al “prosecco equity crowfunding”

 

Le tecnologie si evolvono e trasformano con ritmi quasi frenetici, per cui a chi non è ben addentro alle vicende IT (ma non solo a loro!) spesso riesce complicato non tanto capire “come” si sviluppano quanto “a che cosa servono” in termini di utilizzo effettivo. Il tema della Blockchain affolla le pagine di tutti i Media, spesso intersecandosi con quello delle criptovalute. Ci puoi dare una tua interpretazione concreta del suo utilizzo per una azienda italiana?

Certamente, è importante chiarire il ruolo e l’uso pratico della blockchain per le aziende, specialmente in un contesto italiano dove la tecnologia è ancora in fase di adozione e comprensione.
Una delle applicazioni più immediate e tangibili della blockchain riguarda la tracciabilità dei prodotti. Per esempio, nel settore agroalimentare o nella moda – due pilastri dell’economia italiana – la blockchain può essere utilizzata per garantire l’autenticità e l’origine dei prodotti. Questo non solo aumenta la fiducia dei consumatori, ma risponde anche alle crescenti richieste di trasparenza e sostenibilità.
La blockchain può semplificare e rendere più efficienti le operazioni aziendali. Ad esempio, l’utilizzo di smart contract della firma e la notarizzazione elettronica può automatizzare processi come la gestione delle supply chain o le procedure di contrattualizzazione tra aziende, riducendo così i tempi e i costi associati a questi processi. Pensate alla fattura elettronica, ma per tutto il resto dei documenti che le aziende si scambiano l’una con l’altra. preventivi, ordini conferme ddt… tutto.
Le aziende italiane possono beneficiare della tokenizzazione dei loro beni e servizi. Oggi possono emettere fino a 1 milione di propri token all’anno. Questo significa convertire il diritto a ricevere un prodotto o servizio in token digitali. Pensate al vecchio gettone telefonico della SIP, il nonno dei Token. Questi token possono poi essere venduti o scambiati, trasformando beni illiquidi in asset facilmente negoziabili e accessibili, aprendo nuove opportunità di finanziamento e investimento.
La natura immutabile della blockchain la rende uno strumento efficace contro le frodi e le manipolazioni dei dati. Per le aziende che gestiscono grandi quantità di dati sensibili o che operano in settori dove la contraffazione è un problema, la blockchain può offrire un livello di sicurezza aggiuntivo.
La blockchain permette di esplorare nuovi modelli di business, come la creazione di piattaforme basate su token per programmi di fidelizzazione dei clienti o per la gestione autonoma dei propri diritti di proprietà intellettuale.
In Italia, con l’introduzione di nuove normative in ambito FinTech con il decreto Giorgetti per dematerializzare le azioni e l’adozione di standard come eIDAS2, per l’identità e l’archiviazione elettronica la blockchain può aiutare le aziende a rimanere in linea con le normative in modo efficiente e trasparente, specialmente in termini di tracciabilità dei prodotti e gestione delle transazioni finanziarie.

Quello che dici è molto interessante e fa nascere una domanda: come è nato il tuo interesse per questa tematica e come l’hai affrontato?

Il mio interesse per la blockchain e le sue potenzialità è nato dalla mia passione per l’innovazione e la tecnologia. Ho sempre creduto che questa tecnologia possa essere un catalizzatore fondamentale per il cambiamento e la crescita in qualsiasi settore, ho iniziato a livello personale prima che si chiamasse Blockchain minando Bitcoin nel 2009, e poi nel 2015 con Ethereum.
La mia avventura aziendale nel mondo della blockchain ha iniziato a prendere forma nel 2018 con la fondazione della nostra startup. La chiave del successo iniziale è stata la capacità di coinvolgere altri imprenditori nella mia visione. L’idea era di creare una piattaforma basata su blockchain che potesse rivoluzionare il modo in cui le aziende interagiscono e gestiscono i dati. Per finanziare questa idea, abbiamo organizzato un evento alla veneta, una sorta di “prosecco equity crowdfunding”, dove abbiamo invitato 25 imprenditori IT a investire nella nostra idea. La serata è stata un successo, e siamo riusciti a raccogliere quasi 1 milione di euro, dimostrando che c’era un interesse concreto e un potenziale significativo nella nostra proposta… o forse semplicemente il prosecco…
Dopo il successo iniziale della startup, abbiamo fondato il Commercio Consortium nel 2019. L’obiettivo era creare un network di aziende che potessero beneficiare e contribuire allo sviluppo della tecnologia blockchain. Il consorzio è iniziato con solo 4 membri, ma grazie al duro lavoro e all’impegno nel dimostrare il valore della blockchain, è cresciuto rapidamente fino a raggiungere quasi 100 membri. Questa crescita ha dimostrato che c’era un forte interesse e una reale necessità di soluzioni basate su blockchain in vari settori.
Man mano che l’interesse per la blockchain cresceva e il consorzio si espandeva, abbiamo deciso di trasformare la startup in una società per azioni. Questo passaggio era cruciale per strutturare l’azienda in modo più formale e prepararla per la crescita e l’espansione future. Abbiamo poi inglobato il consorzio nella società per azioni, consolidando così la nostra posizione nel mercato e rafforzando la nostra offerta di servizi e soluzioni basate su blockchain.
Attualmente, stiamo preparando un nuovo aumento di capitale. Questo passo è volto a finanziare ulteriori innovazioni e a espandere la nostra portata nel mercato. L’obiettivo è continuare a essere leader nel settore della blockchain, offrendo soluzioni all’avanguardia che possano soddisfare le esigenze di un mercato in continua evoluzione.
Il mio viaggio personale nel mondo della blockchain è stato un percorso di scoperta, innovazione e crescita. Da un’idea iniziale e una cena di crowdfunding, siamo arrivati a creare un consorzio di successo e a trasformarci in una società per azioni pronta per nuove sfide e opportunità. Questo percorso riflette il mio impegno personale e la mia passione per esplorare e sfruttare le potenzialità delle nuove tecnologie. Trovare così tanti imprenditori e manager aperti al cambiamento è la prova concreta che l’Italia può innovare , ma non lo può fare se ogni azienda lavora da sola.. . Quanto sarebbe bello se che chi leggesse questa tua newsletter lo capisse e ci contattasse?

Quali sono i modi con cui coinvolgi gli interlocutori, sia quelli che svolgono il ruolo di partner, sia quelli che intendono utilizzare le vostre soluzioni come utilizzatori? Qual è il modello di coinvolgimento e di business che proponi loro?

Per coinvolgere efficacemente sia i partner che gli utilizzatori delle nostre soluzioni blockchain, adottiamo un approccio che si basa sull’educazione, l’innovazione e la facilità d’uso. Ecco come procediamo:
• utilizziamo attivamente i social network per educare e coinvolgere i manager aziendali
• collaboriamo con un gruppo di influencer nel campo della blockchain per creare e diffondere contenuti educativi che spiegano i benefici e le applicazioni pratiche della tecnologia; questo aiuta a creare consapevolezza e interesse verso le soluzioni blockchain
• offriamo una vasta gamma di risorse educative, come libri, webinar e workshop, per insegnare la blockchain in modo gratuito; questo approccio non solo aiuta le aziende a comprendere meglio la tecnologia, ma stabilisce anche un rapporto di fiducia, dimostrando il nostro impegno a fornire valore prima di cercare un guadagno commerciale.
Per rendere la blockchain accessibile a tutti, offriamo una piattaforma API e un’App “white label”. Questo permette alle aziende di utilizzare la blockchain senza dover affrontare la complessità tecnologica sottostante. La nostra soluzione è progettata per essere intuitiva e facile da usare, consentendo alle aziende di notarizzare, conservare e condividere documenti importanti in modo sicuro e semplice.
La nostra App e le API funzionano “a gettoni”, rendendo il processo di archiviazione, notarizzazione, scambio di documenti e NFT semplice e sicuro. Questo approccio riduce la barriera all’ingresso per le aziende che potrebbero essere intimorite dalla complessità della blockchain.
Attraverso l’educazione e la dimostrazione del valore, molte delle aziende che formiamo diventano poi nostri clienti. Offriamo loro non solo la tecnologia, ma anche il supporto e la consulenza necessari per implementare con successo soluzioni blockchain nei loro processi aziendali.
Ci impegniamo a fornire supporto continuo ai nostri clienti e partner, aggiornando costantemente la nostra piattaforma per includere le ultime innovazioni nel campo della blockchain. Questo garantisce che i nostri clienti siano sempre all’avanguardia e in grado di sfruttare appieno i benefici della tecnologia.
Per riassumere tutto in una frase, il nostro modello di coinvolgimento si basa sull’educazione, la facilità d’uso e il fornire un valore tangibile. Questo approccio ci permette di costruire relazioni solide e di lungo termine con i nostri partner e clienti, siamo i leader italiani nel settore della blockchain.

Quali sono le loro motivazioni? E quali sono i riscontri di interesse che rilevi sul mercato?

Le motivazioni dei nostri clienti e partner nel voler esplorare e adottare la tecnologia blockchain sono variegate e si riflettono nei riscontri di interesse che osserviamo sul mercato:
• molte aziende sono motivate dall’opportunità di rendere più efficienti i loro processi aziendali; la blockchain, attraverso l’uso di smart contract e la sua natura decentralizzata, può automatizzare e semplificare operazioni complesse, riducendo così i costi operativi e amministrativi
• la sicurezza dei dati e la trasparenza delle operazioni sono preoccupazioni crescenti per le aziende; la blockchain offre una soluzione robusta a questi problemi grazie alla sua struttura immutabile e trasparente, che garantisce l’integrità dei dati e la tracciabilità delle operazioni
• l’adozione della blockchain è spesso vista come un modo per innovare e guadagnare un vantaggio competitivo; le aziende che implementano soluzioni blockchain possono offrire servizi più rapidi, sicuri e innovativi, distinguendosi così nel mercato
• in alcuni settori, come il finanziario o il manifatturiero, esiste una crescente pressione normativa per la tracciabilità e l’accountability; la blockchain può aiutare le aziende a rispettare queste normative in modo efficiente e automatizzato
• la possibilità di tokenizzare beni e servizi sta attirando un crescente interesse; la tokenizzazione apre nuove opportunità di mercato, permettendo alle aziende di emettere fino a 1 milione di euro e di creare nuovi modelli di business basati sulla blockchain.
Osservo un crescente interesse per la blockchain in vari settori, con aziende che cercano di capire come questa tecnologia possa essere applicata ai loro processi specifici. Il mercato mostra una particolare attenzione per le soluzioni che promettono di semplificare l’adozione della blockchain senza richiedere competenze tecniche specialistiche.
Per far capire la blockchain ad una azienda è semplice, basta fare una semplice domanda ad un imprenditore o un manager:
“Quanti dati o documenti aziendali vorresti notarizzare da un notaio se costasse un centesimo di euro a timbro?”
Dopo qualche minuto, l’imprenditore probabilmente si inventerebbe centinaia di dati e documenti aziendali da certificare.
La blockchain è il notaio digitale che apre la porta a migliaia di applicazioni pratiche, Questa notarizzazione di dati, è legalmente vincolante grazie alla normativa eIDAS e può essere impiegata ovunque.

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Enrico Talin
Presidente di Commercio.network

info@commerc.io   –   www.commerc.io

 

Mondo da ribaltare?

Mondo da ribaltare?

Mondo da ribaltare?

L’editoriale di Breaking News!

Alberto Delaini - Delaini & Partners

Il mondo non ha poi quella gran voglia di cambiare che si desume dalle dichiarazioni di qualsiasi istituzione nazionale o sovrannazionale dalla Comunità Europea all’ONU, per citarne solo due molto diverse tra loro. A volte lo dimostra in maniera subdola e sfumata, a volte senza preoccuparsi di sbattere in faccia a tutti la cruda realtà che le decisioni le prendono in pochi e che la cosiddetta “opinione pubblica” si può raggirare senza un grande sforzo. Ogni riferimento a COP28 di Dubai e al documento finale sulla transizione dai combustibili fossili che sposta il traguardo della neutralità climatica al 2050 è superfluo. Mi segno subito la data in agenda, tanto io non conto né mi auguro di esserci.

Discorsi ben poco natalizi
Scusate la premessa un po’ amara e poco in assonanza con il periodo, ma non dimentichiamo che nei giorni attorno al Natale, quello primigenio, quello di oltre 2.000 anni fa, per le strade della Palestina si aggirava un certo Erode che progettava e portava a termine una strage di innocenti. Non è cambiato gran ché, né da quelle parti né altrove.
Ciononostante, nel profondo del mio io, non sono assolutamente pessimista. Forse sono uno sciocco, sicuramente sono un illuso ma, le poche volte che riesco a guardare oltre la cortina fumogena dei notiziari catastrofisti di ogni lingua, nazione e partito trovo attorno alla mia vita di tutti i giorni una serie impressionante di segnali di impegno, di disponibilità, di altruismo. Trovo organizzazioni sconosciute e microscopiche che ottengono, in proporzione, risultati sbalorditivi. Trovo persone di ogni estrazione che si dedicano a fondo perduto al benessere degli altri, di tanti sconosciuti di cui magari un anno prima non avevano nemmeno cognizione. Trovo chi aguzza l’ingegno, sfruttando le esperienze di una vita – magari invece di godersi in pantofole la pensione – o le conoscenze personali, perché per centrare obiettivi limitati ma concreti non servono le ricchezze di Creso o di Elon Musk.

Come si mangia un elefante?
Scopro che, invece di misurarsi con obiettivi grandiosi, è più produttivo muoversi su una scala in cui contributi limitati portino a risultati effettivi. Un proverbio africano – ma forse mi confondo con una barzelletta di tanti anni fa – afferma che un elefante si può mangiare anche tutto, però a piccoli bocconi. Questione di metodo, di pazienza e magari di un briciolo di fede. Fede nelle proprie capacità, nella propria tenacia, nella costanza di mettere assieme le proprie limitate risorse a quelle limitate di chi ci è vicino.
Questione di non scoraggiarsi, di partire da una prospettiva di lungo termine che miri a farci giungere lontano, senza fretta. Magari non alla meta meravigliosa che ci siamo immaginati ma comunque molto più in là di quanto altri, più timorosi, possano arrivare.

Tantissimi anni fa si parlava di “fioretti”, oggi li etichettano in modo più blando come buoni propositi. Penso che ciascuno possa porsene uno, cercando poi di realizzarlo. Io mi metto in cima alla lista. Niente di stratosferico: può essere un semplice sorriso al vicino di casa antipatico e tignoso.

Alberto Delaini