Metaverso, virtuale … fino ad un certo punto!

Metaverso, virtuale … fino ad un certo punto!

Metaverso, virtuale … fino ad un certo punto

la tecnologia è meravigliosa, a patto di intuirne i rischi

Alberto Delaini - Delaini & Partners

Nella fantascienza, il metaverso è un’ipotetica iterazione di Internet come unico mondo virtuale universale e immersivo, facilitato dall’uso di visori per la realtà virtuale e la realtà aumentata.
Il termine, compare per la prima volta nel 1992 nel romanzo “Snow Crash” dello scrittore americano Neal Stephenson. Hiro, il protagonista, è in cerca di una via di fuga da un’opprimente realtà: durante l’orario di lavoro consegna pizze per la mafia, ma nel tempo libero è un hacker. Per scappare dalla sua vita insoddisfacente, tramite il suo computer crea una realtà virtuale, nella quale può accedere attraverso un paio di occhiali e delle cuffie collegati al pc.
Il Metaverso (“meta” all’interno e “verso” abbreviazione di universo) è quindi un vero e proprio universo parallelo in cui si può allestire un proprio alter ego; una realtà virtuale condivisa con gli altri utenti della rete.

Facciamoci un Avatar
Tramite il nostro Avatar, il nostro alter ego digitale in grado di muoversi ed interagire nel mondo virtuale, sarà possibile assistere ad un concerto, incontrare i nostri amici, fare un viaggio utilizzando le risorse della rete, rimanendo comodamente seduti davanti al nostro PC.
La parola è tornata prepotentemente d’attualità quando Mark Zuckerberg ha annunciato il cambio di rotta e pure di nome per Facebook, intesa come società che possiede, oltre all’omonimo social network, un intero ecosistema di piattaforme: WhatsApp, Instagram e Messenger.
Facebook Inc. è quindi diventata META e ha dichiarato un mission aziendale più ampia: creare in pochi anni una versione totalmente nuova dell’esperienza internet, un metaverso in cui tutti “saremo in grado di teletrasportarci istantaneamente come un ologramma, per essere in ufficio senza doverci spostare, ad un concerto con gli amici o nel soggiorno dei nostri genitori a chiacchierare”.
Per molti osservatori, questa mossa di Zuckerberg mira a distrarre l’attenzione dalle critiche mosse sempre più spesso all’impatto sociale di Facebook e Instagram.

Metaverso in tutte le salse
Ma il metaverso di Facebook non è ne il primo ne l’unico esperimento di realtà virtuale parallela.
Nel Giugno 2003 venne lanciato dalla società statunitense Linden Lab, Second Life una piattaforma che gestisce un mondo virtuale elettronico, che integra strumenti di comunicazione sincroni ed asincroni e trova applicazione in molteplici campi della creatività: intrattenimento, arte, formazione, musica, cinema, giochi di ruolo, architettura, programmazione, impresa, solo per citarne alcuni
Il videogioco Fortnite ha iniziato ad ospitare concerti ed eventi all’interno del gioco, affiancando ai campi di battaglia nuovi spazi in cui i giocatori posso semplicemente incontrarsi e passare del tempo passeggiando, assistendo a esibizioni, acquistando beni virtuali.
Nello spazio virtuale di Decentraland gli utenti, dopo aver creato il proprio Avatar, possono acquistare e rivendere lotti di terra con pagamenti in criptovaluta. Una società di investimenti USA ha annunciato di aver investito 2.4 miliardi di dollari, in lotti di terreno virtuale all’interno del distretto della moda di Decentraland, con l’obbiettivo di ospitarvi sfilate di moda virtuali, e vendere abiti ed accessori digitali agli avatar.
Minecraft uno dei videogiochi preferito dai bimbi, che oggi hanno dai 6 ai 10-11 anni, rappresenta una vera anticamera del metaverso.

Virtuale … fino ad un certo punto
Nel nuovo universo tutto è virtuale, ma le esperienze e l’economia sono reali!
Il metaverso muove investimenti sempre più importanti e in corsa per la realizzazione della nuova generazione di internet non c’è solo Zuckerberg.
Sono particolarmente interessate a questa realtà marchi della moda, colossi del mondo del turismo e ovviamente società che si occupano della creazione di videogiochi.
L’evoluzione del cyberspazio verso un regno immersivo multidimensionale senza confini, persistente, interoperabile e condiviso, avrà implicazioni su tutti gli aspetti della nostra società, inclusi l’intrattenimento, la pubblicità, l’economia e anche il diritto.

E i nostri dati personali?
Il Metaverso materializzerà intorno a noi un mondo nuovo, vivificato da un continuo fluire di informazioni ed immagini, tra cui anche dati personali. Ma indurre le persone ad immergersi ancora più a fondo in una realtà digitale potrebbe prefigurare situazioni, sviluppi, assetti politico-sociali e tecnologici altamente rischiosi.
Siamo preparati a questo? Che tipo di metaverso vogliamo creare? Chi può crearlo? Chi stabilirà la governance del metaverso? E fin dove può spingersi il rapporto tra l’uomo e la tecnologia?
L’idea che sia possibile un metaverso aperto, progettato by design per il rispetto dei principi di sicurezza, trasparenza, minimizzazione e legittimità dei trattamenti dei dati, a presidio della tutela dei diritti digitali e dei valori fondamentali di dignità, autonomia e libertà, non sembra facilmente conciliabile, al momento, con i piani dell’industria tecnologica impegnata in investimenti febbrili e business plans sofisticati destinati alla governance del mondo virtuale, forieri di asimmetrie di potere, vulnerabilità tecnologiche, costi di esclusione e discriminazioni abusive.

Forse non è troppo tardi per fermarci un momento a riflettere, e capire come coniugare la tecnologia con i valori fondamentali di dignità, autonomia e libertà.

Roberto Giovanni Loche
RL Solutions
rloche@rlsolutions.it – Mobile: +39 331.2917785

 

Dal niente si può distillare moltissimo

Dal niente si può distillare moltissimo

Quando dal quasi niente si riesce a distillare tantissimo

ragazzi con disabilità inseriti nello sport agonistico

 

Siamo a fine anno, un periodo nel quale, al netto delle frenesie per cercare di centrare gli obiettivi (a livello aziendale) e per individuare i regali “giusti” per amici e parenti (a livello personale), forse riusciamo a prenderci qualche quarto d’ora per riflessioni di respiro più ampio di quello che ci permettiamo in altri periodi.
I Media ci subissano di notizie, tutte angoscianti. A volte pare che l’unica scelta sia tra guerre e cataclismi climatici, femminicidi e ruberie a tutti i livelli, giovani costretti a scappare all’estero e migranti respinti con violenza ad ogni confine. Si può avvertire il desiderio di aprire una piccola finestra di azzurro su qualche iniziativa che dimostri concretamente che, sotto la coltre di brutture “che fanno notizia”, esistono comunque un sacco di persone che nell’ombra si danno da fare e riescono a realizzare piccoli, ancorché circoscritti, miracoli. Su uno di questi vorremmo accendere una, pur fioca, luce.

 

Isabella, tu hai una serie di trascorsi personali e lavorativi che fino ad un certo momento potremmo definire “assolutamente normali”, ammesso che la normalità rappresenti uno standard per i giorni nostri. Quando, come e perché è capitato che ti sei avventurata in un progetto quale quello che nel tempo si è concretizzato nelle “Nuvole”?

Io sono laureata in scienze politiche ad indirizzo sociale, per cui il mondo della disabilità è entrato nella mia vita attraverso lo studio. Inizialmente ho incominciato come assistenza all’autonomia negli istituti superiori e in queste occasioni sono entrata in contatto oltre che con i ragazzi anche con le famiglie.
Tutto è partito da una richiesta di una mamma: “Mio figlio il sabato e la domenica è triste perché è solo con noi genitori, mentre gli altri ragazzi escono con gli amici. Potreste tu e tuo marito, ogni tanto, portarlo a mangiare una pizza?” Da questa domanda è partito tutto, quasi 13 anni fa.
Ora i ragazzi con disabilità sono una ventina tra la provincia di Cuneo e di Torino.

 

Che tipologia di ragazzi stai coinvolgendo, con quali iniziative e quali strumenti? Come li raggiungi e quale ruolo hanno le loro famiglie nell’iniziativa?

I ragazzi che fanno parte delle “Nuvole asd” hanno una disabilità mista, da sindrome di down ad autistici, a ritardi mentali di diverso tipo, a fisici perché tutti i ragazzi con qualsiasi sindrome hanno diritto ad avere il loro tempo libero e a praticare sport, nessuno escluso.
In questo momento stiamo puntando oltre che sul tempo libero in generale (serate pub, cene, discoteca, vacanze ecc..) anche sul mondo dell’arte (poesie, dipinti ecc…)e sullo sport(cheerleading, sbandieratori e hip hop).
Le famiglie sono contente del nostro progetto perché vedono i ragazzi felici di stare in questo gruppo super speciale.

 

Lo sport, la squadra e la competizione rappresentano un propellente capace di moltiplicare le energie attraverso l’amicizia, il confronto tra compagni di squadra, il filtro delle gare. Vale per i giovani di tutti i tipi e, magari, diventa ancora più importante per quelli che hanno una qualche disabilità. Che cosa è cambiato nei ragazzi che hai coinvolto?

Lo sport è entrato nel nostro mondo quattro anni fa coinvolgendo tutti in qualcosa di unico. Il nostro sport principale è il cheerleading, uno sport di squadra che combina elementi di tumbling (ruote, capovolte, rotolamenti) ad evoluzioni aeree (stunt).Questo sport è improntato sulla fiducia del gruppo, per questo ha insegnato tanto a tutti noi, volontari compresi. Quando si affrontano le gare l’adrenalina sale e le emozioni di ognuno di loro traspare rendendo unica l’unione. In questo momento siamo l’unica realtà in Italia ad avere una squadra di 18 elementi disabili. Siamo campioni europei ECU, titolo ottenuto ad Atene dove sono nate le olimpiadi, per questo ancora più emozionante.
Da gennaio faremo parte del progetto “cheerability” dello CSEN CHEERLEADING, saremo la nazionale italiana dello CSEN e andremo in giro per il mondo.

Un lavoro di questo respiro, al di fuori dell’impegno personale tuo e di tuo marito – complimenti anche a lui! – non è una cosa che si improvvisi e nemmeno che si concretizzi “a costo zero”. Tu parli di gare, trasferte ma anche, nel quotidiano, servono di sicuro spazi e strumenti per l’allenamento. Chi hai incontrato lungo il tuo percorso che abbia dimostrato di poterti dare concretamente una mano? Enti Pubblici? Associazioni sportive? Aziende sponsor? Singoli mecenati, magari ciascuno nel suo piccolo?

A luglio 2024 con lo CSEN CHEERLEADING, come nazionale italiana “cheerability” CSEN saremo agli europei in Germania e nel novembre 2025 saremo ai mondiali in Giappone. Grandi trasferte ci attendono e naturalmente non mancheranno nemmeno le spese per riuscire a portare con noi tutti i ragazzi anche quelli che economicamente non possono permetterselo. Per arrivare alle trasferte bisogna allenarsi e anche quello ha un costo,i fondi non bastano mai. Ricerchiamo ditte o privati che attraverso la “sponsorizzazione sportiva” noi possediamo la partita iva, ci diano una mano,si dice che sotto Natale, tutte le persone siano più buone. In cambio della sponsorizzazione sportiva la nostra divisa della nazionale avrà i loghi di chi ha creduto in noi aiutandoci. Un progetto sociale importante, unico su questo sport in Italia.

 

Isabella Berardo
Gruppo “Le Nuvole”

nuvole.asd@gmail.com

email: isabella.berardo@libero.it   –   cell: 3490069452

 

Mi permetto di concludere con una semplice informazione di cui ciascuno farà l’uso che crede. Chi intende contribuire sia concretamente sia diffondendo le informazioni sull’iniziativa de “Le Nuvole” che già sta spontaneamente diffondendosi in aree differenti da quella del cuneese può rivolgersi a:
Le Nuvole ASD 

Cod.fisc. 93061990045, P.Iva 04028510040

Iban: IT15N0306909606100000186665

Pec: lenuvoleasd@pec.it – Cod.Univoco: KRRH6B9

 

Buon Natale e Buone Feste a chi ci legge e a chi collabora con noi

Buon Natale e Buone Feste a chi ci legge e a chi collabora con noi

E’ il momento di ringraziare tutti voi ed augurarvi un sereno Natale ed un 2024 ricco di serenità e successi, personali e professionali

Tra tutti ci fa molto piacere ricordare le società informatiche che hanno collaborato con i contenuti

Alberto Delaini - Delaini & Partners

Breaking News! è arrivata al dodicesimo anno di informazioni trasmesse ad una platea di Titolari e Manager che ha ormai raggiunto i 45.000 destinatari.

Il numero dei lettori cresce e cresce in noi la voglia di comunicare in maniera chiara, semplice, possibilmente non tecnologica, perché chi ha un’esigenza – o un problema – prima deve capire se esistono soluzioni che possano dargli una mano e solo dopo può procedere alla selezione dei prodotti ed alla valutazione dei benefici.

Se ci siamo riusciti e in quale misura non spetta a noi giudicarlo, ma qualsiasi suggerimento è più che ben accetto.

 

Alberto Delaini e Roberto Loche

SDS e Success Story: il caso Manica Spa

SDS e Success Story: il caso Manica Spa

Success Story : le Schede Dati di Sicurezza in Manica S.p.a. 

sostenibilità responsabile e tracciabilità per tutta la filiera

Alberto Delaini - Delaini & Partners

​

La consegna a norma delle Schede Dati di Sicurezza (SDS) è un compito delicato e complesso allo stesso tempo. Gestire manualmente l’invio di questi documenti ai clienti richiede un grande sforzo in termini di risorse e comporta significativi rischi di errore. Le complesse esigenze della clientela e la necessità di conformarsi alle normative generano un onere continuo di attività per l’identificazione delle spedizioni che richiedono una SDS e per la loro selezione. Inoltre, le Schede Dati di Sicurezza sono soggette a revisioni nel tempo che comportano nuovi invii. Manica ha risolto queste criticità ormai da tempo in quanto, fin dal 2012, si è impegnata in un progetto di implementazione della consegna automatica e digitale delle SDS, adottando la soluzione Share-SDS Delivery di Every Software Solutions. Questo, oltre a fornire un elevato livello di servizio alla clientela, le ha permesso di ottenere la completa tracciabilità del processo e di raggiungere obiettivi misurabili, come evidenziato nel suo primo bilancio di sostenibilità.

Manica e la sua filosofia
Manica Spa, importante produttore italiano di agrofarmaci rameici e concimi per l’agricoltura e solfato di rame per l’industria e la zootecnia, esporta composti e prodotti chimici a base di rame in più di 70 Paesi nel mondo. Il Gruppo controlla anche l’industria Omicron che produce ossicloruro di rame per il mercato spagnolo, interamente gestita dalla filiale commerciale Manica Cobre, con sede a Barcellona. L’azienda ha adottato la “chimica verde” come filosofia, rispettando la natura e le risorse, senza comprometterne l’integrità. Ha inoltre raggiunto l’ambizioso obiettivo di redigere il suo primo bilancio di sostenibilità. Questo atto volontario sottolinea il ruolo di Manica nel settore degli Agrofarmaci, confermando la sua dedizione a fornire prodotti di elevato standard qualitativo, in piena conformità alle norme che tutelano l’ambiente, la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro e lungo la sua filiera.

2012: Manica automatizza il Processo di distribuzione delle SDS
Manica da sempre ha posto la massima attenzione alla salute e alla sicurezza di chi utilizza i suoi prodotti e questo l’ha portata presto a rendersi conto che il processo di distribuzione delle SDS doveva essere automatizzato. La tipologia dei clienti e dei prodotti offerti richiedeva una faticosa e costante attività per l’identificazione delle vendite che necessitavano di una SDS e per la selezione delle stesse in base al prodotto venduto, al destinatario e al Paese di destinazione. Inoltre, le operazioni si moltiplicavano quando le SDS subivano revisioni significative che comportavano ulteriori invii.

Perché Share-SDS Delivery
Per raggiungere l’obiettivo di automatizzare e rendere affidabile il processo di distribuzione delle Schede Dati di Sicurezza, riducendo nel contempo tempi, costi e rischi connessi ad una gestione manuale, l’azienda ha scelto di collaborare con Every Software Solutions e adottare la soluzione cloud Share-SDS Delivery.
Share-SDS Delivery automatizza tutte le fasi del processo di distribuzione delle SDS:
• identificazione nei DDT delle voci di vendita che necessitano di una SDS
• selezione delle SDS associate al prodotto venduto e al cliente
• verifica della necessità di invio delle SDS e delle revisioni
• notifica al cliente della disponibilità di una SDS
• invio di solleciti in caso di mancata ricezione
• tracciabilità della consegna e della avvenuta ricezione
Le attività di revisione delle SDS innescano automaticamente l’invio a tutti i destinatari che hanno acquistato i prodotti negli ultimi 12 mesi (come previsto dall’art. 31.9 del reg. REACH). Share-SDS Delivery effettua questo servizio in totale autonomia nel momento in cui viene caricata una nuova versione di SDS nel sistema. Il Monitor centralizzato di Share-SDS Delivery offre il pieno controllo e la ricercabilità immediata sia delle consegne in corso che di quelle già effettuate. Questo significa che con una sola interfaccia, Manica può conoscere lo stato di tutte le trasmissioni, a qualunque destinatario, qualunque sia il canale di invio utilizzato.

Per continuare a leggere e conoscere i vantaggi conseguiti: https://www.sds-fullservice.com/manica/

Every Software Solutions

info@everysws.com – www.every-sws.com

 

Security by your side

Security by your side

Security by your side

una rubrica mensile che dal 2024

vi parlerà di privacy, sicurezza e dintorni

Alberto Delaini - Delaini & Partners

Con il nuovo anno Breaking News! proporrà una rubrica mensile dedicata ai temi della sicurezza, Privacy e dintorni.

Abbiamo pensato di battezzarla “Security by your side” perchè la nostra ambizione è di rendere, per quanto possibile, comprensibili quali siano i corretti approcci alla tematica e quali gli strumenti, le metodologie e le soluzioni che il mercato propone.

Per i contenuti, ci faremo aiutare da società IT estremamente qualificate in materia, chiedendo loro di esporre i propri punti di vista in sintesi e con chiarezza, in modo da fornire ai lettori uno spettro di pareri e soluzioni il più completo possibile.

Come immagine abbiamo scelto una vecchia foto scattata in Val Pusteria dove, in una semplice legnaia, qualcuno che non si è accontentato di accatastare i ceppi in qualche modo – pur ordinato – ma ha voluto inserire l’immagine di una stella alpina realizzata con il legno di cirmolo, che ha un colore tutto particolare, ma soprattutto con cura, attenzione e pazienza. Le stesse qualità necessarie per le soluzioni dedicate al complesso tema che tratteremo per voi.

Il mio ruolo sarà quello di coordinatore dell’iniziativa, per cui sono già da subito a disposizione di chi desiderasse approfondire il nostro progetto. Grazie e auguri a ciascuno di voi.

 

Roberto Giovanni Loche

rloche@rlsolutions.it – www.rlsolutions.it