NUOVO IBM Power 11 – Rinnova la tua infrastruttura IT, rendila efficiente e AI Ready!

NUOVO IBM Power 11 – Rinnova la tua infrastruttura IT, rendila efficiente e AI Ready!

NUOVO IBM Power 11

Rinnova la tua infrastruttura IT, rendila efficiente e AI Ready!

 

Nel Luglio 2025 IBM ha annunciato Power11; la nuova generazione di server IBM® Power®, ridisegnato con novità a livello del processore, dell’architettura hardware e dello stack di virtualizzazione che

AUMENTA IL LIVELLO DEL TUO IT AZIENDALE!

 Power11 è progettato per offrire disponibilità, resilienza, prestazioni e scalabilità che le aziende richiedono per una distribuzione ibrida dei carichi di lavoro senza soluzione di continuità, on-premise o su IBM Cloud :

  • Autonomo, pronto per l’AI, zero tempo di inattività
  • Innovazioni in tutto lo stack – dal silicio alle applicazioni – forniscono un valore unico e una maggiore continuità operativa

Computer Gross, distributore di riferimento per le soluzioni IBM Hardware e Software, è al tuo fianco per ottimizzare la transizione al nuovo modello IBM Power 11 o per nuovi progetti che adottano questa soluzione!

Power11 is / Zero tempo di inattività pianificato per la manutenzione del sistema.
Power11 is / Rilevamento della minaccia di ransomware garantito entro un minuto con IBM Power Cyber Vault.
Power11 is / Trasformazione dei processi aziendali con integrazione dell’AI.
Power11 is / IT efficiente per un risparmio di tempo e denaro.
Power11 is / Per la continuità operativa, gestendo sia la disponibilità pianificata che quella dovuta a incidenti informatici.

Inoltre Computer Gross insieme ad IBM organizza degli appuntamenti sul territorio RISERVATI AI PARTNER IBM

SE SEI UN PARTNER IBM partecipa agli Eventi Computer Gross a te dedicati per approfondire le novità infrastrutturali di IBM e le opportunità di mercato:

IBM World Meeting “Soluzioni per l’infrastruttura IT”

Napoli, 9 Ottobre

Milano, 16 Ottobre

Risorse Digitali utili :

Se vuoi entrare in contatto con noi per le soluzioni IBM contattaci subito!

C’era una volta AI

C’era una volta AI

C’era una volta AI

 

L’editoriale di Breaking News!

Alberto Delaini - Delaini & Partners

 

Mi pare ancora di rivederli, chini su montagne di documenti, estratti e poi rimessi perfettamente in ordine nei rispettivi faldoni, la sinistra ad azionare la calcolatrice – di quelle vecchie con i tasti che picchiettavano ritmicamente ed il rotolino di carta che addizionava interminabili colonne di numeri – e la destra che ogni tanto annotava su un foglio numeri su numeri. Erano i direttori amministrativi delle nostre PMI che negli anni ’70, una vita fa, compilavano le statistiche.
Sicuramente non era “Artificiale” ma frutto di pazienza e costanza, forse non era nemmeno “Intelligenza” in senso stretto, però era l’unico modo per cercare di capire dove stesse andando la loro azienda.
Gli infaticabili “Gnomi” a cui si doveva il risultato erano sempre i Direttori Amministrativi, che traevano sintesi intellegibili non solo dai dati contabili ma anche da quelli di vendita. Perché, va detto, sono sempre stati rari i Direttori Commerciali che amassero immergersi nelle scartoffie.

Poi sono arrivate le statistiche e …
Quando i primi computer hanno iniziato a produrre – bontà loro e senza sforzi del personale – le prime statistiche, i tabulati spessi una spanna venivano salutati con un giubilo liberatorio e si cominciava a chiedere di più, ad andare sul dettaglio. Poi venivano passati al Boss che, l’ho vissuto di persona, posava in bella vista sulla scrivania pacchi di fogli che magari non sfogliava più di tanto. Però gli davano un’aura da innovatore illuminato.
Quando gli strumenti di Business Intelligence hanno reso autonomo qualsiasi responsabile nell’ incrociare a piacimento, in un attimo e senza fatica, moli sterminate di dati analitici, tutti si sono sentiti fieri del contributo della tecnologia all’analisi delle informazioni ed alla pianificazione di strategie basate su elementi storici inconfutabili.
Mi fermo qui per non annoiare troppo, ma questa era l’informazione disponibile.

L’era dell’AI
Oggi siamo agli albori della nuova era, quella dell’Intelligenza Artificiale che guarda a tutto, che è in grado di supportare tutto. In simmetria con i quadretti dipartimentali d’epoca che ho abbozzato, pochi sanno bene di cosa si tratta, pochissimi hanno idee chiare su come sfruttarla se non in contesti definiti e limitati. Io, d’altra parte, mi posiziono tra gli ultimi in materia e confesso la mia obsolescenza, che è ancora peggio che dire incompetenza.
L’AI offre confini inesplorati ed incredibilmente differenziati, una specie di viaggio alla scoperta del cosmo di cui ci è nota una parte infinitesima. Però mi pare vada posto un minimo di attenzione, tra gli altri, a due criticità:
– l’affidabilità
– come sfruttarla al meglio (stavo per scrivere “al massimo” ma è una cavolata).

Ma siamo sicuri delle premesse?
Oggi, per farla facile, ci narrano e ci rimangono impresse sostanzialmente due cose: che l’AI può fare qualsiasi cosa e che divora quantità impressionanti di energia. Il che significa tutto e niente, visto che il consumo di energia ha senso in funzione dei risultati.
Ma sappiamo in quale maniera è stata alimentata la base di dati e informazioni che ci sta sotto? Conosciamo i metodi, le fonti e, scusate la diffidenza, gli obiettivi di chi (uso il singolare per semplicità, ma non è così) l’ha costruita? Il mio non è scetticismo in stile “No Vax”, né complottismo di maniera né meno che mai Luddismo. È semplice precauzione, perché gli interessi in gioco li considero vitali. Per noi come individui, per noi come aziende.

Come farla fruttare?
Il secondo quesito, più limitato ed operativo, investe invece la nostra fantasia e la nostra competenza su temi specifici, perché penso che in troppo pochi abbiano chiaro come utilizzare strategicamente le rivoluzionarie potenzialità dell’AI. Ci dicono che molte aziende la stanno utilizzando e sperimentando, però ci si riferisce troppo spesso ad obiettivi specifici e limitati, a volte semplici perfezionamenti di quello che già si fa, mentre sicuramente il limite dell’impiego è legato solo alla nostra immaginazione.
L’uomo moderno ha capito ed accettato – magari malvolentieri – che le macchine siano più forti, più efficienti e più precise di quanto lui potrà mai essere. Ha capito ed accettato che i computer, nostro braccio operativo da una cinquantina d’anni, siano più veloci ed in grado di associare ed analizzare quantità di informazioni per noi inarrivabili. Adesso si trova davanti ad una sfida analogamente impari con l’AI e la può vincere solo mettendo sul piatto la propria inventiva e, mi si permetta, la propria umanità. Con il termine vincere vorrei indicare una sinergia, non un conflitto.
Con un computer dotato di AI tra le mani, Leonardo da Vinci non solo avrebbe progettato e disegnato l’elicottero ed il sommergibile ma sarebbe certamente riuscito a realizzarli. Però, per il momento e io spero per sempre, né il computer ne l’AI mi risulta sarebbero in grado di concepire la Gioconda o l’Ultima Cena. Quello che è certo è che saprebbero rifarle, ragionevolmente anche meglio.
Pertanto non ci rimane che osservare, studiare, riflettere e cercare di attuare l’ennesima sfida di sinergie uomo-macchina. Obiettivo: far vincere il progresso e, se possibile, il progresso di tutti e non solo di pochi

Sopravvivere alle normative garantendo la continuità operativa

Sopravvivere alle normative garantendo la continuità operativa

Sopravvivere alle normative garantendo la continuità operativa

come i responsabili HSE possono tornare a governare la complessità

Alberto Delaini - Delaini & Partners

Ore 8.30 del mattino.

Mentre le caselle di posta si riempiono di documenti, certificati, Schede Dati di Sicurezza inviate dai fornitori e spunta l’ennesimo aggiornamento normativo, dal reparto HR arriva la richiesta: “Dobbiamo organizzare entro fine mese il corso di aggiornamento sulla sicurezza per tutti i nuovi assunti”.
Nel frattempo, un importante cliente internazionale scrive: “Sollecitiamo l’invio dei dati aggiornati entro domani per il nostro audit ESG interno”.
Per chi si occupa di salute, sicurezza e ambiente, queste scene non sono eccezioni. Sono la quotidianità: scadenze, richieste, formazione, documenti e obblighi che si sovrappongono, lasciando ai manager la responsabilità di gestire tutto in tempi ristretti e con informazioni spesso frammentate e difficili da reperire.

Perché operare in conformità sta diventando ingestibile
Oggi i responsabili HSE devono gestire un insieme sempre più ampio di obblighi normativi, operativi e documentali, che vanno dalla sicurezza sul lavoro alla tutela ambientale, fino al controllo di conformità della catena di fornitura.
Tra questi, la gestione delle sostanze chimiche e delle SDS è uno degli ambiti più complessi e rappresentativi della pressione quotidiana. Basta pensare a:
– REACH e CLP con aggiornamenti costanti sulla pericolosità delle sostanze, nuove classificazioni e obblighi di comunicazione
– ESPR e le nuove responsabilità di tracciabilità e rendicontazione delle sostanze chimiche presenti nel processo e nel prodotto finale
– Reportistica ESG in continuo divenire
– Richieste dei clienti, che richiedono dati puntuali sulla conformità dei prodotti acquistati
– Audit interni ed esterni, che esigono dati verificabili e tracciabili su ogni fase del processo
Il risultato è una marea di informazioni da gestire, poco tempo a disposizione e risorse spesso insufficienti.

La tecnologia come scialuppa di salvataggio
Quando gli obblighi normativi si moltiplicano e i dati da gestire crescono senza sosta, la tecnologia non è solo uno strumento utile: diventa un alleato strategico.
Nel caso della gestione delle sostanze chimiche e delle SDS, la complessità è evidente: nuovi documenti da verificare e archiviare, aggiornamenti normativi da integrare, report da preparare per clienti e auditor. Tutto richiede tempo e precisione, il rischio di errori e ritardi é alto.
Un sistema digitale ben progettato e specializzato può fare la differenza:
– Centralizza le informazioni in un archivio univoco e automaticamente aggiornato per tutti gli utilizzatori
– Automatizza gli aggiornamenti, così una nuova SDS o un cambiamento normativo non vengono più gestiti manualmente
– Invia alert mirati per agire solo su ciò che serve, evitando il sovraccarico informativo
– Genera report in pochi clic, con dati aggiornati per clienti, auditor o autorità di controllo
La tecnologia non sostituisce il giudizio dei manager, ma riduce la pressione e libera tempo per attività a più alto valore: analisi dei rischi, pianificazione delle misure preventive, formazione del personale.

Dal reattivo al proattivo: meno emergenze, più pianificazione
Con un sistema digitale ben progettato, i responsabili HSE e gli RSPP possono finalmente:
– Prevenire non conformità e ritardi anziché rincorrerli
– Dimostrare con dati la conformità e la sicurezza chimica dei processi produttivi e del prodotto finito
– Liberare tempo per il miglioramento dei processi e delle relazioni nei confronti di lavoratori, clienti, fornitori e autorità
Il lavoro quotidiano non scompare, ma la pressione diminuisce e il controllo aumenta.

Conclusione: non solo sopravvivere, ma governare la complessità
Le normative cambieranno ancora.
Le richieste connesse al reporting ESG cresceranno.
Le responsabilità dovute all’ESPR diventeranno sempre più centrali.
Ma con gli strumenti giusti, i manager della sicurezza possono trasformare una montagna di obblighi in un sistema digitalizzato ordinato e governabile.
L’ obiettivo è ridare tempo, proattività e controllo a chi deve garantire salute, sicurezza, ambiente, continuità nella produzione e, infine, affrontare la sfida della conformità del prodotto sul mercato.

Every Software Solutions

info@everysws.com – www.every-sws.com

 

Power Up Your Business

Power Up Your Business

Power Up Your Business

Soluzioni smart per la nuova era digitale con IBM & Horsa

 

IBM e Horsa ti invitano a una giornata dedicata all’innovazione tecnologica, alla modernizzazione dei sistemi legacy e alle nuove frontiere dell’AI e dello sviluppo low-code.

Durante l’evento verranno presentate soluzioni concrete e casi d’uso reali, tra cui:

  • UNIGEA AFC – Sistema contabile moderno su IBM Power
  • UNICLOUD – Piattaforma di sviluppo low-code/no-code
  • MOBILE HUB – AI per ottimizzare la logistica in entrata
  • DOCLIFE – Gestione documentale e workflow su Linux on Power

 

Focus speciale sugli annunci IBM Power 11: scopri le novità della piattaforma e come può trasformare la tua infrastruttura IT.

Con la partecipazione di esperti IBM e Horsa Networking e tavoli di lavoro con gli speaker

30 settembre 2025
09:30 – 15.00

TENUTA VALSANZIBIO
Via Diana,2
Valsanzibio di Galzignano Terme (PD)

Strategie per i rivenditori, supporti al mercato

Strategie per i rivenditori, supporti al mercato

Computer Gross per il business a valore IBM

a supporto dei rivenditori per il mercato

 

Computer Gross, distributore di riferimento per le soluzioni IBM Hardware e Software, da oltre 30 anni al vertice della distribuzione italiana a valore a supporto dei rivenditori per il mercato. www.computergross.it 

Computer Gross attraverso decadi di innovazione e tecnologia, ha costruito un bagaglio solido di competenze trasversali e complementari e di soluzioni tecnologiche complete da offrire ai nostri partner: Rivenditori, System integrator e Service Provider. Abbiamo l’obiettivo di rappresentare il punto di riferimento per il canale, per lo studio di attività progettuali, la proposta di soluzioni e prodotti innovativi e la capacità di offrire servizi e soluzioni a te dedicati.
Con un Team dedicato e specializzato di oltre 40 persone e centri di competenze dedicati sulle soluzioni IBM, siamo in grado di supportare il business attraverso una strategia End-to-End per il rivenditore e per il mercato di riferimento.
Computer Gross per il business IBM mette a disposizione una serie di risorse complete per un business sicuro, profittevole e altamente innovativo:

Business Unit Dedicata IBM
40 persone dedicate tecniche e commerciali con massime competenze sulle soluzioni IBM

Collaboration Value Next
Competence Centre in grado di fornire supporto tecnico specialistico attraverso team di ingegneri dedicati e certificati sulle soluzioni IBM con una strategia End to End
Presales-Assessment-Supporto Progettuale-POC-Delivery-Training on the Job

Centro di Competenza IBM WatsonX
Soluzioni AI per la tua azienda
Web Site dedicato-> aicompetencecenter-watsonx.computergross.it

Edu Labs
La service units per la tua formazione e certificazione

ITF
Soluzioni finanziarie a misura del tuo business

Idea Point
L’agenzia di Marketing a supporto dei rivenditori per la generazione di nuove opportunità

Risorse Digitali
Portale tematico IBM Power https://ibm-power.computergross.it/
Canale Linkedin dedicato https://www.linkedin.com/company/computer-gross-ibm
IBM watsonx Competenze Center – Soluzioni AI per la tua azienda Home – AI Competence Center for watsonx

Se vuoi entrare in contatto con noi per le soluzioni IBM inviaci i tuoi riferimenti che sarai ricontattato al più presto.

C’era una volta AI

Cercando un nido

Cercando un nido

 

L’editoriale di Breaking News!

Alberto Delaini - Delaini & Partners

È successo ancora. Abito nello stesso appartamento da una quindicina d’anni, un posto tranquillo appena fuori città, con un terrazzo che guarda su uno splendido parco di abeti che assorbono il rumore lontano delle auto, nemmeno poi così tante. Ancora una volta, come in tutte le primavere precedenti senza mancarne manco una, è successo: una coppia di meravigliose ed eleganti tortore ha cercato di fare il nido sul rullo della mia tenda da sole.
Iniziano al primo albeggiare a fare la spola – talora una per volta, mentre l’altra tiene d’occhio eventuali disturbatori tubando dall’albero che sta due o tre metri più in là, più spesso in coppia, come per farsi coraggio – tenendo nel becco un ramoscello secco, primo mattone della casa dei loro sogni. Nella quasi totalità dei casi il legno scivola immediatamente sul terrazzo, perché non è esattamente facile posizionarlo in equilibrio sulla superficie piccola, rotonda e scivolosa di un telo tenda. Rare volte riesce a rimanere in bilico fino a che il successivo rametto rompe il miracolo di equilibrismo e tutti capitombolano giù. Le due tortore non si perdono d’animo, riprendono il volo per approvvigionarsi e, dopo qualche minuto, eccole di nuovo di ritorno. Instancabili, cocciute, ma soprattutto incredibilmente fiduciose.
Non ho la minima idea di quale sia l’aspettativa di vita (così la definiremmo noi umani) delle tortore, ma non credo che abbracci tre lustri nemmeno ora che la caccia è sostanzialmente estinta. Forse è il loro DNA che trasmette di generazione in generazione il messaggio che quel posto, esattamente quel posto e non l’altro angolo del rullo o quello del balcone accanto, rappresenta il massimo per un nido d’amore. Sia come sia, ogni anno appena dopo Pasqua iniziano imperterrite la trafila. Il problema è che tutte le leggi che ho faticosamente assimilato in Fisica, Meccanica Razionale e Scienza delle Costruzioni, negano nella maniera più assoluta che l’opera possa andare a buon fine. Nemmeno se io, intenerito, fino alla schiusa delle uova evitassi di srotolare la tenda posizionata per tenermi al riparo dal sole.
Forse una soluzione che eviti loro di sprecare tempo e fatica l’ho trovata, una soluzione meno brutale, antipatica e faticosa del correre sul terrazzo cinquanta volte al giorno, appena ne sento il battito d’ali, agitando le braccia come un ossesso per allontanarle. Non tanto per farle sloggiare ma per convincerle che la loro è un’iniziativa senza futuro e senza speranza. Oggi mi sono arrampicato su una scala ed ho attaccato alle travi immediatamente al di sopra del loro “nido” delle stringhe di carta stagnola che la brezza muove spaventandole. Pare che funzioni, anche se non riesco a non sentirmi almeno un poco in colpa.

Parallelismi improbabili
Situazione che mi ha fatto pensare e un pochino anche intristire. In una civiltà (?!?!) piena di gru e di appartamenti vuoti, con abitazioni dalle finestre sbarrate in attesa di chissacché, per molti – giovani all’inizio della vita professionale ma anche anziani pensionati dalle risorse economiche al limite – la casa diventa un mito. Anzi, un incubo.
Niente di nuovo sotto il sole, potrebbe osservare qualcuno: mio padre, nell’immediato dopoguerra e in attesa delle nozze, ha faticato parecchio prima di trovare un appartamento non danneggiato o con i vetri interi dopo tanti bombardamenti (oggi fa sorridere, ma allora era un problema irrisolvibile); chi si è sposato o spostato di sede per lavorare, negli anni ’70 aveva il problema di trovarne uno “ad equo canone”, quello che si conciliava con il reddito di un primo impiego. Però allora, non nascondiamocelo, gli stipendi crescevano costantemente nel tempo in termini reali e nemmeno di poco.
Non siamo a Gaza dove non so proprio dove ci sia qualcos’altro da distruggere, non siamo in Ucraina o in Iran sotto l’incubo dei missili e dei droni, non siamo nelle favelas di cartone, plastica e lamiera che magari qualcuno di noi ha visto – tenendosi schizzinosamente alla larga – direttamente e non solo in TV o YouTube. Eppure il problema esiste e inchioda le prospettive, di vita e di lavoro, di moltissimi.
La principale differenza rispetto alle generazioni precedenti, a mio sommesso avviso, è forse una sola, peraltro pesante: in altri tempi c’era una aspettativa ed una fiducia nel miglioramento futuro della situazione che ad oggi fatico a riscontrare. E, vorrei sottolineare, non sono né un inguaribile pessimista né uno che continua a dire, alzando ipocritamente gli occhi al cielo, “ai miei tempi …”