Far finanziare le proprie esigenze

Far finanziare le proprie esigenze

Far finanziare le proprie esigenze

le opportunità ci sono ma vanno selezionate

 

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Fondata nel 1992, Pellegrino Consulting Services si distingue nel settore della finanza agevolata e della formazione, supportando le imprese nell’ottenimento di agevolazioni e finanziamenti. L’azienda offre un ampio portafoglio di soluzioni mirate allo sviluppo aziendale, contraria ad un approccio standardizzato ha sviluppato una metodologia di lavoro che permette di analizzare i bisogni specifici di ogni cliente e trovare le migliori opportunità di agevolazione per lui.
La finanza agevolata rappresenta uno dei pilastri di Pellegrino Consulting Services. L’azienda fornisce una consulenza approfondita e un supporto costante per aiutare le imprese a individuare e accedere ai finanziamenti più appropriati. Il team segue le aziende in tutte le fasi del processo di richiesta delle agevolazioni, dalla preparazione della documentazione alla gestione finale delle pratiche, garantendo un servizio continuo e qualificato.

Dal 2017, Pellegrino Consulting Services affianca le aziende nella transizione digitale, offrendo soluzioni agevolative strategiche per mantenersi al passo con i processi di trasformazione 4.0. Inoltre, l’azienda offre un servizio di monitoraggio per le imprese che hanno beneficiato dei contributi di transizione, verificando il mantenimento dei requisiti previsti dalla normativa affinchè le imprese non perdano le agevolazioni ottenute. Dal 2023, la business unit, nata dall’esperienza maturata con il Piano Transizione 4.0, si occupa delle tematiche relative al Piano Transizione 5.0, garantendo ai clienti una competenza trasversale.
Pellegrino Consulting Services ha sviluppato un’area alla formazione, la PCS Academy che si occupa di realizzare piani formativi personalizzati, basati sulle specifiche esigenze delle imprese, utilizzando canali di finanziamento adeguati. In qualità di Ente accreditato dalla Regione Lombardia, l’azienda ha accesso a incentivi per la formazione, assicurando che i programmi siano aggiornati e in linea con le esigenze di sviluppo professionale dei dipendenti e dei dirigenti.
L’azienda realizza ogni progetto con professionalità, ascoltando attentamente le esigenze dei clienti per offrire soluzioni su misura e di alta qualità.
Pellegrino Consulting Services: un partner affidabile e competente per le imprese in cerca di agevolazioni finanziarie.

Strategia, Organizzazione e TOC

Strategia, Organizzazione e TOC

Gli ingredienti del nostro intervento:

consulenza direzionale strategica, organizzazione e TOC

 

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Win-Win Services dice tutto già nel nome: assistiamo gli imprenditori e i manager nelle decisioni strategiche e operative, apportando miglioramenti significativi nelle prestazioni dell’azienda cliente e contribuendo alla crescita e allo sviluppo del business aziendale e alla creazione di competenze e capacità distintive.

  • sviluppiamo modelli gestionali e strategici innovativi, orientati ai risultati, studiati per fornire alle imprese soluzioni e strumenti sempre più efficaci, e consentire la crescita delle imprese nell’attuale realtà dominata dal cambiamento e dalla turbolenza
  • operiamo fornendo le conoscenze e gli strumenti indispensabili per individuare e rimuovere i fattori limitanti le prestazioni delle organizzazioni.
    Affianchiamo il management nel processo di focalizzazione verso gli obiettivi aziendali.
  • coinvolgiamo il meglio delle risorse umane aziendali per la realizzazione di un sistema di gestione coordinato, efficiente ed efficace.

I nostri servizi

Analisi aziendale
Ti aiutiamo progettare una crescita sostenibile
Aiutiamo imprenditori e manager a identificare il “fattore limitante” e ad immaginare un modo innovativo per superarlo. Lo facciamo avvalendoci di un approccio sistemico (Theory of Constraints). Ti aiutiamo a capire in che modo indirizzare le energie e le risorse aziendali per aumentare il ROI.
Vendere Valore
Organizzazione commerciale e di marketing per prestazioni ottimali
Rimodellare l’intero processo di marketing e commerciale per aumentare volumi, attirare nuovi clienti e migliorare la marginalità. Un approccio sistemico per la costruzione di offerte irrifiutabili (mafia offer) mediante il superamento dei paradigmi limitanti.
Eccellenza delle operazioni
Pianificazione per il ROI
Per assicurarsi una crescita sostenibile ogni azienda deve costruire e manutenere un flusso delle operazioni (produzione, supply chain, distribuzione) ECCELLENTE. Occorre soddisfare le richieste del mercato in termini di Velocità (lead time), Puntualità (livello di servizio), Qualità (efficienza globale) con il giusto livello di Inventory. Aiutiamo le aziende a padroneggiare le soluzioni della Theory of Constraints, DDMRP (demand Driven MRP) e a utilizzare in maniera intelligente Lean e Six Sigma.

Cambio di ERP: la “cooperazione fluida”

Cambio di ERP: la “cooperazione fluida”

Cambio di ERP: la “cooperazione fluida”

quattro domande a Gino Palladino

 

Claudio Leonardi, CEO di 4Securitas S.r.l.

L’innovazione è un processo a due facce: o non la si fa chiudendo gli occhi e resistendo il più possibile, ma così si resta indietro, oppure la si affronta. Nel secondo caso – una scelta pressoché obbligata per aziende di qualsiasi tipologia e dimensione che desiderano migliorare la propria competitività – il problema diventa il “come”. Non si tratta solo di dubbi tecnologici ma anche di scelte organizzative e in questo campo il ruolo del partner/fornitore risulta prezioso, per non dire determinante. Qual è la strategia che ATS suggerisce? Quella di buttar via tutto o rifare oppure di procedere per gradi?

Si tratta di un dilemma cruciale per le aziende che desiderano modernizzare i propri sistemi legacy. Non c’è una risposta univoca, dipende molto dal contesto e da molteplici fattori come la complessità del sistema legacy, la sua centralità all’interno dell’architettura e il suo impatto sul business.
Buttare via tutto e rifare con il cosiddetto approccio “Big Bang” potrebbe sembrare la mossa più ovvia per svicolarsi immediatamente dal sistema Legacy ma, in base alla nostra esperienza, è anche la via meno sicura e più critica.
Il passaggio diretto da un sistema all’altro può causare errori e malfunzionamenti che possono generare interruzioni sull’operatività aziendale. Il “Big Bang” ha anche impatti sugli utilizzatori, rappresentati dalla discontinuità operativa dovuta al cambio di interfaccia, a nuove informazioni e a nuovi flussi operativi.
Per meglio individuare la strategia da seguire è necessario comprendere a fondo l’architettura, i componenti, le dipendenze e i flussi di dati del sistema Legacy.
Le informazioni sono il punto focale. Una delle domande principali è: “conosco in dettaglio il modello dei dati del sistema attuale e di quello di destinazione?” Se la risposta è negativa, il suggerimento è quello di adottare un processo di innovazione graduale.

Fare una evoluzione per gradi significa, tra l’altro, non rivoluzionare tutti i processi in uno stesso momento ma intervenire in modo mirato e per gradi, verificando e misurando in maniera puntuale in un certo arco di tempo i nuovi livelli di efficienza raggiunti settore per settore. Per realizzare questo percorso servono indubbiamente strumenti tecnologici, considerando che il sistema informativo precedente e quello nuovo possono operare anche su piattaforme, oltre che su data base, differenti. Voi come operate?

L’evoluzione graduale dei sistemi Legacy è un approccio strategico valido per minimizzare i rischi e massimizzare i benefici della modernizzazione. Per questo applichiamo strumenti in grado di abilitare quella che abbiamo denominato cooperazione fluida fra sistemi legacy e applicazioni basate su nuove tecnologie che agevolano la modernizzazione progressiva.
La nostra soluzione Smart Data Integrator (SDI) semplifica notevolmente la migrazione graduale a nuovi sistemi permettendo di implementare velocemente la sincronizzazione tra le applicazioni Legacy e le applicazioni modernizzate.
SDI applica la tecnica del Change Data Capture per la replica automatica e immediata da una fonte dati verso un sistema di destinazione, sia esso un data base (DB SQL o No SQL) un Data Lake o APIs.

Mi hai detto che molto spesso i vostri interventi vengono richiesti da aziende che hanno installato un As/400 IBM. E’ una statistica dovuta alla grande diffusione di questa piattaforma in Italia oppure avete puntato in modo strategico a questo mercato che rappresenta comunque oltre 10.000 imprese?

Lavorando con realtà che disponevano di un AS/400 IBM ci siamo resi conto di quanto fosse elevato il “gap” tecnologico rispetto ai sistemi più moderni, spesso di tipo “Cloud-native”. Questo ci ha fatto capire che in tale ambito c’era un bisogno specifico di disporre di strumenti idonei a favorire la migrazione a nuovi sistemi e che qui, più che altrove, ci fosse la necessità di un passaggio graduale. Infatti, causa l’età del codice, in molti casi le persone che avevano la conoscenza del modello dei dati non erano più in azienda. Occorreva quindi procedere per blocchi funzionali e verificare il risultato della migrazione di ogni singolo blocco in modo da semplificarne l’implementazione e garantire il risultato finale.

Per concludere, quali sono i benefici che derivano al Cliente dall’utilizzare i vostri strumenti e le vostre esperienze?

Per affrontare processi di modernizzazione complessi sono necessari strumenti performanti, ma anche le competenze indispensabili per ridurre al minimo le potenziali problematiche.
Installare un sistema bidirezionale di sincronizzazione dei dati tra legacy e applicazioni new-technology, che sia stabile, ma configurabile sulle specifiche esigenze, richiede certamente lo strumento corretto ma anche il supporto consulenziale adeguato. Si tratta di tematiche tecniche complesse che esigono una forte esperienza nella modernizzazione dei sistemi e nella gestione dei dati ai fini di impedire di commettere errori e invalidare i vantaggi offerti dall’approccio graduale.
Il nostro Cliente ha a disposizione un team di esperti che possono guidarlo nel complesso percorso di migrazione aiutandolo a ridurre i tempi, i costi e i rischi associati al processo di modernizzazione.
Smart Data Integrator (SDI), in particolare, è stato pensato per nascondere gran parte delle complessità nell’uso delle tecnologie di sincronizzazione dei dati. Rende il Cliente autonomo nelle operazioni di riconfigurazione, dopo il nostro setup iniziale, facilitato da un’interfaccia moderna e intuitiva basata sull’approccio no-code che accelera l’implementazione.

Gino Palladino
Head of IT Modernization Team di ATS
www.atscom.it

 

 

 

PNRR, chi era costui?

PNRR, chi era costui?

PNRR, chi era costui?

L’editoriale di Breaking News!

Alberto Delaini - Delaini & Partners

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Quelli che – sbirciando il titolo con un filo di preoccupazione – si aspettano una analisi di taglio politico, magari intelligente o addirittura arguta, passino serenamente ad un altro articolo. La citazione simil-manzoniana è figlia di remoti ed ormai sepolti studi classici.
Il quesito è molto ma molto più terra terra: che cosa ne è stato del PNRR, quella specie di istituzione salvifica e quasi miracolistica che avrebbe risollevato le sorti dell’Italia intera, finanziando ogni legittima aspirazione nonché progetto, riparando torti, supportando politiche miopi e comunque asfittiche causa carenza di risorse? Quella specie di Fenice che avrebbe fatto risorgere il nostro Paese, innalzandolo a livelli di sviluppo e di evoluzione … per lo meno decorosi?

Mah!
Non lo so. Sinceramente da tempo non trovo più in nessuno dei Media che si sbracciavano per decantarne le virtù o, su altri fronti ideologici, per denunciarne le oscure trame sottostanti, la minima traccia di questa impronunciabile sigla. E se comprendo il silenzio assoluto dei partiti, quello della maggior parte dei giornalisti sinceramente mi preoccupa. I soldi sono arrivati, lo sappiamo tutti, grazie all’impegno del Governo, del Ministro Fitto ed alle valutazioni insolitamente di manica larga di tutta la CEE. Sono stati recapitati in varie tranche poi puff! Si sono dissolti nell’aria come una bolla di sapone. Per lo meno in termini comunicativi.
Mi aspettavo di vedere un balzo incredibile del Pil, di ammirare dappertutto cantieri che trasformassero scuole dissestate in scintillanti templi tecnologici del sapere, per non citare i soffitti che crollano e gli incerti adeguamenti alle disposizioni sulla sicurezza che ogni cittadino è viceversa chiamato a rispettare pagando di tasca sua.
Mi preparavo a sperimentare nuove meraviglie del Servizio Sanitario Nazionale è invece un esame cardiologico (grazie a Dio non in emergenza) me l’anno schedulato a otto mesi mentre per le verifiche di una disfunzione uditiva ne saranno sufficienti solamente sei. In questo medesimo periodo, a pagamento, ho ottenuto una visita urologica in tre giorni e un controllo per una fastidiosissima labirintite nel pomeriggio dello stesso giorno di richiesta. Potenza dell’iniziativa privata.
Ma del PNRR niente, nessun avvistamento. Scomparso nelle nebbie, affossato nel dimenticatoio.

La speranza
Fine delle lamentele. Un dubbio però mi macera l’anima e vorrei condividerlo con voi, magari per ottenere un qualche riscontro. UN paio di settimana fa ho letto che Intesa SanPaolo, come tutti gli Istituti di Credito sempre sensibile alle difficoltà che i nostri Parlamentari hanno ad arrivare a fine mese – Roma rimane tremendamente cara, anche se ci passi solo due o tre giorni la settimana con viaggio pagato e indennità varie –, ha deciso di alleviarne le ambasce riconoscendo sui conti correnti della filiale loro riservata un 5,6 % di interessi attivi (attivi per il correntista, non per la Banca!). Un piccolo gesto che manifesta una sorta di solidarietà a chi vive un contesto indubbiamente disagiato. In fondo sono solo 20 volte di più di quanto riconosciuto a me, normale cittadino che se ne sta bellamente a casa propria.
Poi mi si è accesa la luce. È lapalissiano: con questo livello di remunerazione, depositando i 194,4 miliardi di Euro del PNRR in quattro e quattr’otto potremo azzerare il debito nazionale e far entrare finalmente la bistrattata Italia tra i “Paesi virtuosi”. Che stupido a non averlo capito prima!

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Alberto Delaini

Quale ERP As/400 ha perduto clienti?

Quale ERP As/400 ha perduto clienti?

Quale ERP As/400 ha perduto clienti?

D&P: analisi di mercato

Alberto Delaini - Delaini & Partners

Nei numeri di Marzo e Aprile ci siamo occupati del grande mondo degli As/400, fornendo alcune indicazioni quantitative su chi ha cambiato piattaforma e chi ha semplicemente sostituito l’ERP rimanendo (o meno) fedele alla piattaforma IBM.

Questa volta, un po’ per scherzo e un po’ sul serio, cercheremo di fornire uno spaccato di alcuni specifici ERP, offrendovi indicazioni numeriche su quelli che hanno perduto clienti. Ribadiamo che il taglio dell’analisi è “semiserio” nel senso che non forniamo viceversa, come sarebbe logico, i numeri dei nuovi clienti che i medesimi ERP hanno acquisito nel periodo. IN realtà era una nostra curiosità e, dato che alcuni numeri sono intriganti, ve la proponiamo come semplice base di riflessione.

Il data base di partenza è sempre quello della Delaini & Partners che (in tutti i casi in cui ci è stato possibile) registra l’ERP attualmente installato ma anche il precedente.

Il campione esaminato
Ricordiamo, riprendendo i dati dalle analisi già citate, che il campione su cui abbiamo lavorato è il seguente:
– 10.260 As/400
– 1.034 casi in cui l’As/400 è stato sostituito da altre piattaforme tecnologiche
– 423 situazioni in cui l’ERP è stato sostituito ma l’azienda ha scelto di rimanere su As/400.

Alberto Delaini
Email: alberto@delainipartners.it 
Cell.: +39 348.2624906.

Qualche indicazione preliminare
Non pensiamo che sia logico – e nemmeno significativo – fare di ogni erba un fascio e mettere in piedi un’unica classifica, sia per la diversa tipologia di ERP (per esempio: nazionali ed internazionali, giovani e un po’ datati, generalisti o verticali), sia per la consistenza numerica degli installati.
Ci siamo lasciati prendere la mano dall’entusiasmo e abbiamo immaginato alcuni scenari. Una precisazione d’obbligo: abbiamo lasciato da parte soluzioni software con un interessante installato ma con un raggio d’azione geografico limitato, preferendo guardare a quelle con un installato su molte Regioni.

ERP nazionali “storici”
In questa categoria ospitiamo le applicazioni gestionali nate una ventina d’anni fa o giù di lì. La storia di ciascuno è estremamente differenziata: c’è quello ha sostanzialmente ridotto la propria evoluzione e quello che invece è stato evoluto e modernizzato, quello che è rimasto sempre sotto il controllo del produttore iniziale e quello che è stato venduto a terzi entrando magari in competizione con altri ERP controllati dalla stessa software house. Insomma, ogni caso meriterebbe commenti e approfondimenti ma non è il caso di approfittare della vostra pazienza per cui inseriremo solo commenti telegrafici.

​Un caso a parte
Non può entrare in nessuna classifica ma merita una citazione particolare la situazione degli ERP “Personalizzati” o addirittura “Proprietari”, quelli che aziende con una struttura IT interna ben strutturata ha pesantemente adattato e, magari parzialmente, scritto sulla base di specifiche interne. Ci aspettavamo che fossero sostanzialmente sparite, mentre i numeri ci restituiscono una migrazione limitata al 9,82%. La loro tenace resistenza è davvero un fatto curioso!

Prime informazioni e qualche sorpresa
Confessiamo che abbiamo dovuto controllare e ricontrollare i dati perché alcuni numeri ci sono arrivati inaspettati.
Partiamo dalle spesso diffamate ACG: non sono quelle che hanno vissuto la maggiore emorragia percentuale di clienti, nonostante abbiamo calcolato quelle che hanno mantenuto solo la parte che possiamo definire “gestionale”; molte di più hanno conservato la componente amministrativa e sostituito il resto.
Seguono (anzi precedono) altre 5 ERP, alcuni dei quali sono stati “cannibalizzati” dalla stessa proprietà, forzando la sostituzione verso altre soluzioni. Come esempio citiamo Gipros che è stato indirizzato verso Panthera piuttosto che Diapason che Formula, almeno per un certo periodo, ha incoraggiato verso Sage X3.

Soluzioni “Verticali”
Passiamo ad una casistica assolutamente differente, quella di soluzioni con un grip limitato a specifici settori merceologici. Non stiamo parlando delle “versioni” di un ERP generalistico adattate ad un settore (tessile, siderurgia, alimentare, …) ma di applicazioni pensate e realizzate per contesti con esigenze particolari.

​In questo caso si possono vedere tassi di migrazione anche molto elevati, a volte dovuti all’abbandono del prodotto da parte del Fornitore, che magari l’ha integrato in soluzioni più standard.

Per concludere, qualche curiosità
Se pensiamo di trarre la conclusione che queste “transumanze” da un ERP all’altro siano da addebitare alla fragilità dei produttori di software nazionali, stiamo sbagliando strada e qualche altro numero ce lo certifica.
Abbiamo messo assieme in quest’ultimo riquadro situazioni molto differenti l’una dall’altra e quindi meritevoli di valutazioni individuali e non di gruppo. Diamo un’occhiata ai dati.

Azzardiamo qualche valutazione, poi ciascuno aggiungerà le sue, magari antitetiche.
Movex, acquisito da Infor, ha risentito relativamente del cambio di padrone e di una serie di interventi che la nuova proprietà ha inserito, mentre dai numeri risulterebbe che JD Edwards non abbia tratto eccessivi benefici dall’acquisizione da parte di Oracle.
Chiudiamo con i due più significativi protagonisti del mondo gestionale in area IBM. Non sono dell’idea che l’apparentemente elevata differenza tra il 5,65% di Galileo e l’1,85% di Sme.Up debba essere considerato un metro di valutazione oggettivo. Galileo ha (almeno nella fase iniziale di una storia di diversi decenni) è stato installato anche in aziende piccole e sono queste che in buona parte appesantiscono i numeri. Sme.Up è partito da clienti medi o medio-grandi, a volte con soluzioni dipartimentali, ed ha potuto difendersi meglio. Entrambi, come è nell’ordine delle cose, fanno perso clienti grandi o con sedi in vari continenti nel momento in cui questi hanno sentito l’esigenza di supporti world wide.