Intelligenza Artificiale e IBM Power i in Horsa Power: la trasformazione
cinque domande a Matteo Lui
IBM Power Rising Star 2025
Matteo Lui è stato recentemente riconosciuto da IBM come “IBM Power Rising Star 2025”, un prestigioso riconoscimento internazionale riservato ai giovani professionisti che si distinguono a livello mondiale per competenze, innovazione e contributo strategico sull’ecosistema IBM Power.
L’introduzione di un’Intelligenza Artificiale evoluta nei sistemi mission-critical di Horsa Power ridefinisce radicalmente le priorità del personale e dei System Administrator. Come evolve la funzione del team Horsa Power in questo nuovo panorama tecnologico, e quale valore strategico tangibile ne deriva per il business?
L’avvento dell’Intelligenza Artificiale segna un passaggio critico dal lavoro reattivo a quello proattivo e strategico per i nostri team. L’automazione di primo livello gestita dall’AI permette ai nostri SysAdmin di essere liberati dall’onere del lavoro sistemistico ripetitivo e del monitoraggio di eventi di routine (che la piattaforma WWE – Work With Events automatizza).
A livello C-Level, questo si traduce in un notevole valore strategico:
1. Massima Affidabilità e Basso TCO: La gestione predittiva del sistema garantisce continuità operativa in un ambiente, IBM Power i, già noto per la sua stabilità.
2. Focus su Innovazione: Le risorse umane vengono riqualificate e concentrate sull’architettura e sull’ottimizzazione del codice applicativo, non più sulla semplice manutenzione.
3. Governance Migliorata: L’AI fornisce insight complessi in tempo reale che supportano decisioni più rapide e informate, trasformando la governance del sistema in un vantaggio competitivo.
Qual è il meccanismo primario che consente a Horsa Power di integrare l’AI direttamente nel cuore dei suoi power systems, e perché l’approccio integrato garantisce un vantaggio netto in termini di performance e sicurezza rispetto alle soluzioni AI disaccoppiate?
Sfruttiamo il profondo insight nel cuore della piattaforma IBM Power i. La piattaforma è per sua natura integrata e ottimizzata per carichi di lavoro impegnativi. Il perché sfruttiamo l’AI direttamente è una questione di efficienza: processando i dati dove risiedono (o il più vicino possibile ad essi), riduciamo la latenza e aumentiamo la capacità di reazione immediata (il time-to-decision) fondamentale in ambienti mission-critical.
Questo approccio si basa sull’integrazione di motori di AI (Machine Learning) nelle nostre soluzioni, come la piattaforma WWE (Work With Events).
Questa soluzione proprietaria integra nativamente modelli AI che possono decidere se intraprendere azioni correttive o preventive basandosi sull’analisi degli eventi. Un’architettura così integrata potenzia la resilienza operativa in maniera esponenziale.
Uno dei punti più innovativi è lo sviluppo di sonde di controllo AI dedicate alla Cyber Security. In termini operativi, come interviene l’AI per scoprire le anomalie di sicurezza e quale livello di tempestività garantisce nell’azione di rimedio rispetto ai metodi tradizionali di monitoraggio?
Stiamo implementando sonde AI basate su modelli di apprendimento automatico non supervisionato e supervisionato per un monitoraggio della sicurezza configurativa e comportamentale. Queste sonde non si limitano a segnalare eventi definiti da soglie pre-impostate, come nel monitoraggio tradizionale; apprendono invece il “comportamento normale” (il baseline) di utenti, sistemi e processi nel tempo.
Quando viene rilevato uno scostamento statisticamente significativo da questo baseline, come una deviazione nell’uso delle risorse o un tentativo di accesso anomalo (ad esempio un pattern di query insolito su Db2 for i), la sonda AI classifica immediatamente l’evento. Se l’anomalia è classificata come ad alto rischio, l’AI è in grado di innescare contromisure automatiche, come la sospensione temporanea di un processo o la notifica in tempo reale al SysAdmin responsabile. La tempestività passa da ore, necessarie per l’analisi umana dei log aggregati, a pochi secondi per la decisione e reazione algoritmica, garantendo un livello di cyber-resilienza superiore.
A livello infrastrutturale e di efficienza, è cruciale come l’AI gestisca le risorse hardware. Può fornirci maggiori dettagli su come riuscite a sfruttare i cores inutilizzati del sistema power per l’elaborazione dell’AI, coniugando così performance e ottimizzazione dei costi infrastrutturali?
L’integrazione con la piattaforma IBM Power i ci permette di realizzare una soluzione economicamente sostenibile che capitalizza sull’investimento hardware esistente. Sfruttiamo una gestione dinamica delle risorse, indirizzando il carico di lavoro intensivo di inferenza AI, essenziale per le nostre sonde predittive e di sicurezza, verso i cores della CPU non attivamente impegnati dai carichi di lavoro applicativi transazionali (ERP) e mission-critical.
Questa ottimizzazione avanzata della partizione logica non richiede hardware aggiuntivo dedicato e separa efficacemente i due domini di calcolo, garantendo che le attività di analisi AI non compromettano mai le performance critiche dell’ambiente Power i . Questo approccio garantisce l’esecuzione dell’AI quasi a costo marginale zero di capacità di calcolo aggiuntiva, massimizzando l’utilizzo della piattaforma Power. Approfondimenti sulle logiche di ripartizione e sui risultati ottenuti sono regolarmente pubblicati sul nostro blog.
Riassumendo, quale messaggio chiave sulla strategia AI di Horsa Power rivolge in modo specifico ai CEO e ai leader aziendali, enfatizzando come questa integrazione influenzi la pianificazione aziendale a lungo termine?
Il messaggio è chiaro: l’Intelligenza Artificiale non è un add-on alla piattaforma IBM Power i; è l’acceleratore intrinseco per l’evoluzione del vostro core business digitale. Per un CEO, questo si traduce nella capacità di trasformare un ambiente storicamente robusto in una piattaforma di innovazione continua.
La nostra strategia vi permette di ottenere:
• Riduzione del Rischio Operativo (Governance e Compliance): Grazie alle sonde di controllo AI che identificano e correggono proattivamente vulnerabilità e anomalie di sicurezza (punto 3) .
• ROI (Return on Investment) Potenziato: Ottimizzando le performance e lo sfruttamento degli investimenti hardware esistenti attraverso l’utilizzo dei cores precedentemente inutilizzati (punto 4), portando il TCO a livelli d’eccellenza.
•Trasformazione Culturale: Spostando il team IT dal ruolo di semplici “manutentori” a quello di “architetti e innovatori” (punto 1).
In sintesi, stiamo garantendo un percorso di modernizzazione affidabile e misurabile, dove l’AI funge da garante della resilienza e moltiplicatore del valore per le applicazioni mission-critical su IBM Power i.
Questo approccio è riconosciuto anche a livello internazionale: il recente conferimento del titolo di IBM Power Rising Star 2025 sottolinea come la nostra visione sull’integrazione dell’AI in ambienti IBM Power i sia allineata alle direttrici strategiche di IBM stessa. È una conferma che stiamo investendo nella direzione giusta, trasformando competenza tecnica in valore di business concreto.

