Medaglia di che
L’editoriale di Breaking News!
Meno male che in questo periodo di notizie ferali che ci bombardano da tante (troppe) aree del mondo si è intravvista una piccola fiaccola di speranza, un evento a cui ciascuno di noi si è potuto aggrappare per qualche attimo di relax: le Olimpiadi.
Sono troppi lustri da quando ho smesso, veramente a malincuore, di credere all’idea di una tregua olimpica tipo quella che, ogni quadriennio (stiamo peraltro parlando di circa 2.500 anni fa), faceva interrompere le guerre tra Atene, Sparta, Tebe e compagnia bella. Le armi cedevano – provvisoriamente – il posto a competizioni incruente, anche se non meno agonistiche. Oggi non è il caso di contare su simili idilliaci scenari.
Medaglia di che cosa
Il Presidente Mattarella, che Dio lo conservi, ha introdotto una consuetudine nuova e civilissima. Anziché limitarsi ad invitare al Quirinale gli atleti che si sono fregiati delle preziose medaglie olimpiche – oro, argento e bronzo, un po’ come l’oro, incenso e mirra dei Re Magi – ha spesso deciso ”sua sponte” di estendere la partecipazione a chi porta sulle spalle il pesante giogo della cosiddetta “medaglia di legno”, il quarto posto che lascia in chi l’ha raggiunto la sensazione di aver fallito, di essere stato defraudato dei suoi sforzi, soprattutto di essere arrivato ad una spanna dal successo ma …
Io che di sport … di retroguardia sono un vero esperto, anche se so di averci impegnato in gioventù ogni stilla di energia e di entusiasmo, a cerimonia di chiusura conclusa nella mia Verona qualche riflessione me la voglio concedere.
McGrath, chi era costui?
Più che alle incredibili medaglie di tutti i colori che la squadra italiana ci ha portato, più che alla resurrezione della Brignone arricchita da due medaglie d’oro, vorrei fermarmi un attimo su una specie di anti eroe, Atle Lie McGrath. In testa dopo la prima manche di slalom speciale, sostenuto dal vento a favore di un diluvio di medaglie che la sua Norvegia stava mietendo, è partito a razzo dal cancelletto della seconda. Troppo entusiasmo? Troppa adrenalina? Troppa fiducia? Non lo so, però ha inforcato ed è uscito di gara. Come ha reagito? Nessuno ha riferito che abbia imprecato o bestemmiato come avviene a calciatori famosi né spaccato racchette come fanno i ricchi tennisti. Ha girato le spalle alla pista Stelvio di Bormio, al pubblico e alla gara e si è inoltrato nel bosco, spalle basse e testa china, affondando i passi nella immacolata distesa di neve fresca. Per rimanere un po’ da solo con il suo magone.
Coraggio McGrath: non ti avevo mai sentito nominare (del resto non sono un esperto) ma ti terrò sempre nel cuore. E forse non sono il solo.
Nel frattempo, in quell’Ucraina che non è poi tanto lontana da noi, inizia il quinto anno di guerra mentre ad Assisi i pellegrini possono sfilare davanti alle spoglie di San Francesco, ad 800 anni dalla sua morte, ma solo dopo aver superato controlli e metal detector. Le contraddizioni del nostro tribolato mondo non finiscono mai.

