Europa, Onu e Corazzata Potëmkin
L’editoriale di Breaking News!
Poteri con poco potere
Il mondo si è ristretto, possiamo passare da un continente all’altro nello spazio di qualche ora. Lo facciamo per lavoro, lo facciamo per andare in vacanze esotiche, lo facciamo perché siamo curiosi di vedere e di capire. Però c’è una fastidiosa contropartita.
Favoriti dal fatto che con i Media onnipresenti le distanze vengono “zippate”, ad ogni momento ci troviamo davanti una serie di problematiche sorte nei mille Paesi del mondo. Tutti gradiremmo che qualcuno decidesse, se non di risolverli, almeno di affrontarli con serietà, metodo, impegno e perseveranza ma, viceversa, gli organismi planetari e continentali mostrano non di rado una inadeguatezza … degna di miglior causa. Il motivo? Sorge il legittimo dubbio che sotto sotto siano stati progettati esattamente per questo, non per decidere e risolvere (o almeno provare a farlo) ma per discutere, dibattere, azzuffarsi … e poi lasciare tutto come prima o quasi. Qualche dubbio? Proviamo a focalizzarci su alcuni particolari. La Comunità Europea, per statuto, chiede che le decisioni più importanti vengano prese all’unanimità, situazione che porta in stallo tutte le diatribe più intricate, perché su 27 c’è sempre almeno un Paese che, per fare un esempio tra i più blandi, ha in vista le elezioni e non rischierebbe mai di inimicarsi parte dell’elettorato. All’ONU è ancora più dura con i sei organismi principali (Assemblea generale, Consiglio di sicurezza, Consiglio economico e sociale, Consiglio di amministrazione fiduciaria, Corte internazionale di giustizia e Segretariato delle Nazioni Unite) cui si sommano una miriade di agenzie specializzate (Organizzazione mondiale della sanità, Programma alimentare mondiale, Banca Mondiale, Unesco, Unicef per fermarsi alle più note). L’idea geniale è che, per bloccare una mozione sgradita, basta il veto di uno dei cinque Paesi che se ne sono arrogati il diritto: Stati Uniti, Russia, Cina, Francia e Gran Bretagna. Insomma, è sufficiente la presa di posizione di uno soltanto (uno su 193!) per fermare tutto. Chiunque abbia partecipato ad un’assemblea condominiale capisce che questi modelli non possono funzionare. Mai.
Fantozzi
Eppure si tratta di organismi elefantiaci e terribilmente costosi, sempre citati da chi vuole buttare un po’ di fumo negli occhi alla gente e rinviare o insabbiare decisioni complesse e impopolari. Dato che accontentare tutti non è mai possibile … si sceglie di fare patta.
Per concludere, concedetemi una associazione dissacrante ed amara ma che fotografa certe realtà. Giusto cent’anni fa, nel 1925, un film diretto dal regista russo Ėjzenštejn narrava dello storico ammutinamento ai tempi dello Zar sulla corazzata russa Potëmkin. In Italia sarebbe finito nel dimenticatoio senza l’indimenticabile citazione in una delle pellicole di Fantozzi. Il nostro eroe, costretto con tutti i colleghi ad assistere alla proiezione da un Megadirettore Galattico maniaco dei film d’essai, alla fine sbotta in una esclamazione poco salottiera ma che potrebbe rivelarsi adeguata per commentare l’attivazione di enti, commissioni e organizzazioni – nazionali e non – che strombazzano obiettivi lontanissimi da quanto poi effettivamente realizzeranno. L’esclamazione del Rag. Fantozzi dice tutto: “Per me è una boiata pazzesca!”.
Questo non significa che dobbiamo rassegnarsi al pessimismo. Anzi, sono il primo ad essere convinto che solo col confronto diretto e con la discussione franca e onesta si possa sperare di risolvere gravi situazioni di crisi. Però, se vogliamo avere una speranza che il mondo cambi marcia, forse è il caso che iniziamo individualmente ad impegnarci tutti, in modo che quello che sta alle fondamenta del vivere civile si basi sulla ragionevolezza e magari sull’interesse della giustizia nonché del maggior numero di persone possibili.

